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10 settembre 2010 | di Redazione Ruoteclassiche

MAMMA LI TURCHI ALLA PECHINO-PARIGI

Per la prima volta in 103 anni la Turchia parteciperà alla Pechino-Parigi con un equipaggio e un veicolo interamente "made in Turkey". Trattandosi di una corsa riservata a sole 107 auto storiche (pre 1921, pre 1941 e pre 1968), la scelta è ricaduta per forza di cose sull'unica automobile in produzione prima del 1968: un esemplare di Anadol "A1" del 1967. Proprio in quell'anno, infatti, il marchio turco cominciò la produzione di massa d'autoveicoli, durata con alterne fortune fino al 1991.

Il proprietario dell'"A1" iscritta alla Pechino-Parigi, che scatterà dalla capitale cinese il 10 settembre per terminare nell'omologa francese il 16 d'ottobre, si chiama Erdal Tokçan. Ingegnere meccanico in pensione, Tokçan ha vissuto in prima persona l'epopea del marchio Anadol, scalandone le gerarchie. È quasi certamente il massimo conoscitore di queste vetture nel cui logo figura un cervo rinvenuto su alcuni reperti della civiltà ittita, presente in Anatolia duemila anni prima di Cristo.

Motorizzata con un Ford "1300", disegnata dalla Reliant e preparata presso le officine Ford Otosan di Istanbul, la vettura è stata sottoposta a oltre 2000 km di test su strade sterrate (buona parte delle quali nel sito di una miniera a cielo aperto), prima d'intraprendere il lungo viaggio via container alla volta di Xingang, in Cina, dov'è arrivata il 24 agosto, appena due settimane prima della partenza di una maratona di ben 14.360 km attraverso 11 Paesi. Una tappa sarà interamente italiana: 434 km da Ancona a Viareggio, in programma il 13 ottobre.

Il partner di Erdal Tokçan sarà un suo vecchio compagno d'avventure: Ahmet Ongun, anch'egli appassionato e collezionista di auto d'epoca, con una predilezione per le vetture inglesi e tedesche. Insieme hanno partecipato a decine di raduni e disputato molti rally a bordo dell'altra Anadol intestata a Erdal Tokçan, una "STC-16" del 1973 con carrozzeria in fibra di vetro.

L'equipaggio ha un nobile obiettivo: raccogliere fondi per garantire 250 borse di studio universitarie in Turchia.

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