Maybach, un secolo di lusso sfrenato - Ruoteclassiche
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17 April 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Maybach, un secolo di lusso sfrenato

Wilhelm Maybach è stato uno degli artefici del successo della Daimler alla fine del XIX secolo. Le sue ricerche in ambito ingegneristico portarono alla creazione della Reitrad che può essere considerata la prima motocicletta della storia e al perfezionamento del motore a scoppio “moderno” con accensione a candelette. Maybach collaborò anche con il Conte Von Zeppelin per la costruzione dei propulsori per i primi dirigibili. Nel 1909, dopo una travagliata carriera nel mondo della tecnica pionieristica, fondò la sua azienda, la Maybach-Motorenbau Gmbh. Cent’anni fa, al Salone di Berlino debuttava invece la sua prima automobile, la 22/70 HP W3.

All’inizio del secolo scorso l’automobile incarnava il mito della modernità, prefigurando un mondo sempre più veloce in cui le distanze, storicamente invalicabili e remote, diventavano sempre più brevi. Prima che gli orrori dei conflitti mondiali squassassero l’Europa e gli angoli più remoti del globo, in Germania fervevano gli studi per la creazione delle prime automobili.
Tra i più brillanti esponenti della tecnica tedesca c’era Wilhelm Maybach, una figura poco nota nel nostro Paese ma il cui contributo è stato fondamentale per lo sviluppo dei motori a scoppio di concezione moderna, utilizzati in ambito automobilistico, aeronautico e militare. Nel 1909, dopo non poche difficoltà, Maybach riuscì a fondare la sua azienda, cimentandosi nella produzione di motori innovativi, forieri di primizie tecniche di alto livello.

La prima Maybach. L’ambizione di Wilhelm Maybach e di suo figlio Karl era “presentare il meglio del meglio”. Il primo frutto della visione di Maybach come costruttore di automobili è stata la Maybach 22/70 HP “W3”, presentata al Salone dell’Automobile di Berlino nel 1921.
In realtà la primissima autovettura creata da Maybach fu il prototipo W1 del 1919, che però non venne prodotto in serie. Nello stesso periodo, la Casa ricevette un ordine di ben 1.000 propulsori dalla Spyker, un’azienda olandese che produceva auto di gran lusso. Inizialmente, la Maybach-Motorenbau intendeva produrre solo motori e non autovetture finite. La Spyker, poco tempo dopo l'ordine, si trovò in una profonda crisi finanziaria e non poté pagare la fornitura.

Le innovazioni della W3.
Considerata la giacenza di motori, la Maybach Motorenbau decise di utilizzare il lotto di propulsori impiegandoli nella produzione di autovetture complete: modelli di lusso, intesi come la forma più alta di manifattura artigianale e d’innovazione tecnica.
Arriviamo così al settembre del 1921, quando nacque la prima auto commercializzata ufficialmente con il marchio Maybach: la W3. Sotto il cofano trovava posto un sei cilindri in linea da 5.7 litri da 70 CV. Il propulsore era dotato di un riduttore epicicloidale che consentiva di gestire tutte le velocità con una sola marcia. Lo stile della carrozzeria era innovativo per l’epoca, mentre all’interno la Maybach W3 stupiva per l’abitacolo rifinito con pellami e legni pregiati. La Maybach 22/70 HP W3, inoltre, era la prima vettura di produzione tedesca dotata di un impianto frenante che agiva sulle quattro ruote, una soluzione mai vista prima di allora.

Il capolavoro.Dopo la W3 seguì la rivoluzionaria Maybach Typ 12 che, presentata nel 1929, è stata la prima vettura al mondo equipaggiata con un motore V12. Nel frattempo le redini dell’azienda passavano a Karl, figlio del fondatore Wilhelm Maybach, scomparso il 29 dicembre del 1929. Ed è proprio a suo padre che Karl Maybach dedicò il motore da sette litri e 150 CV della imponente Typ 12.
La Maybach Motorenbau sopravvisse agli effetti disastrosi del crollo di Wall Street e, nonostante la crisi economica che imperversava sulla nascente economia tedesca, vedranno la luce le lussuosissime Maybach DS7 e DS8 appartenenti alla famiglia "Zeppelin". Quest’ultima era equipaggiata con un nuovo e potentissimo motore V12 da otto litri capace di ben 200 CV e disponibile con una vasta scelta di carrozzerie: aperte, chiuse ed aerodinamiche (Stromlinien).

Verso la catastrofe.
Nel corso degli anni 30 vennero presentati anche dei modelli con cilindrate minori: 3.4 e 5.2 litri, ma la DS8 restava il capolavoro automobilistico della Casa di Friedrichshafen. Modello di punta della gamma Maybach, la DS8 era considerata alla stregua di un’opera d'arte su ruote ed entusiasmò il pubblico ma, oggi come allora, queste auto erano prerogative di una ristrettissima élite. Ciò contribuì ad alimentare la speciale allure della doppia “M”. Durante il decennio le Maybach si fecero apprezzare da diverse famiglie reali (in Europa, Asia e Africa), star del cinema e facoltosi capitani d’industria, tra i pochi che non risentirono della “Grande Depressione”.
Poi, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la produzione venne convertita per le commesse dell’industria bellica. Maybach produsse quasi tutti i motori dei carri armati (Panzer Panther e Tiger) e motoscafi in dotazione all’esercito e alla marina tedeschi.

La fine del marchio. L'ultima iterazione della produzione di autovetture è da ricercarsi nella SW42, equipaggiata con un sei cilindri in linea da 4.2 litri e 140 CV. La nuova vettura venne presentata nel 1940 e rimase in commercio fino al 1941. Dopo circa 2300 unità, la produzione di autovetture Maybach cessò definitivamente.
Al termine del secondo conflitto mondiale, i tentativi di riprendere la produzione di automobili fallirono per insolvenze finanziarie. La gloriosa Maybach si limitò quindi ad eseguire riparazioni per le vetture prebelliche superstiti e a costruire motori diesel industriali, per navi e veicoli ferroviari. Nel dopoguerra la Maybach Motorenbau cambiò la propria ragione sociale in MTU Friedrichshafen GmbH e nel 1961, subito dopo la morte di Karl Maybach, Daimler AG rilevò i diritti per la Maybach Motorenbau GmbH. Idealmente si riallacciavano i rapporti che 80 anni prima avevano riunito Gottlieb Daimler e il promettente Wilhelm Maybach durante i primordi della Daimler Motoren Gesellschaft.

La rinascita. Dopo l’acquisizione della Maybach, la situazione rimase pressoché immutata per oltre quarant'anni. Soltanto nel 2002, il marchio risorse dalle tenebre dell’oblio con le nuove Maybach 57 e 62. Tuttavia, già nel 1997 al Salone di Tokyo Mercedes-Benz presentò una show-car denominata Mercedes-Benz “Maybach”. Quando i tempi furono maturi per trasporre la concept in auto di serie, il management pensò che, data la levatura del modello, sarebbe stato più opportuno rispolverare il glorioso marchio Maybach.Un brand, sì nobile, ma praticamente sconosciuto.
La doppia M tornava in scena, indicando una nuova società: la Maybach Manufaktur.I modelli 57 e 62 (in riferimento alla lunghezza complessiva) vennero proposte come alternativa alle Rolls-Royce Phantom e Bentley Arnage. Nel 2005 venne presentata anche una concept sportiva ad altissime prestazioni, denominata Exelero, realizzata in collaborazione con la Fulda. La vettura non venne commercializzata ufficialmente, ma almeno un paio di esemplari sono stati venduti a clienti molto facoltosi dello show business. Per celebrare i 100 anni della Zeppelin, l'azienda di dirigibili fondata dal conte Ferdinand Von Zeppelin e Wilhelm Maybach, nel 2009 venne introdotta una versione celebrativa della Maybach 62 denominata Maybach Zeppelin, prodotta in tiratura limitata di 100 pezzi.

La battuta d’arresto. Per ironia della sorte, anche questa volta la Maybach non riuscì a decollare: il marchio poco conosciuto e la somiglianza con le Mercedes-Benz Classe S (con cui condividevano meccanica e componentistica) remarono contro le ambizioni del gruppo Daimler-Chrysler di riesumare il marchio extralusso e riportarlo nell’Olimpo dei brand più esclusivi sul mercato. Il 26 novembre 2011, l’allora Presidente del gruppo Daimler, Dieter Zetsche, ha annunciato in un'intervista al quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine" che la produzione di vetture Maybach sarebbe cessata nel 2013 a causa delle vendite deludenti: in quasi 10 anni di produzione, fra il 2002 e il 2011, vennero prodotte poco più di 3.000 vetture contro un'aspettativa di almeno un migliaio di unità all'anno. Ancor prima della data prevista, il 19 agosto 2012, la Maybach Manufaktur venne chiusa.

Presente e futuro. Il nome Maybach ritornò tre anni dopo, accompagnando le versioni di punta della gamma Mercedes-Benz Classe S e successivamente del SUV GLS. Un’operazione di marketing molto più oculata rispetto al passato e che ha consentito alla doppia M di conquistare un numero decisamente maggiore di clienti, decretando finalmente l’affermazione di Mercedes-Maybach nel segmento più alto del mercato.
In vista del centenario dalla presentazione della prima Maybach, Britta Seeger, membro del Consiglio direttivo di Daimler AG e responsabile Marketing e Sales di Mercedes-Benz AG ha dichiarato: "Mercedes-Maybach rappresenta l'eccellenza automobilistica di Mercedes-Benz. Mentre celebriamo i 100 anni dell'heritage della Maybach, da sempre in prima linea nell'esperienza del lusso, desideriamo portare il marchio nel futuro stabilendo i più alti standard di stile, comfort e maestria artigianale. La clientela Maybach cerca qualcosa di speciale e la nostra aspirazione è quella di superare queste aspettative. Combinando il nostro esclusivo programma di customer care con la perfezione e la tecnologia avanguardistica tipica di Mercedes-Benz e l'esclusività di Maybach, invitiamo la nostra clientela ad un'esperienza di lusso sofisticata e unica nel suo genere."

Il lusso intangibile. Mercedes-Maybach è un marchio creativo e innovativo attento ai fenomeni e ai mutamenti culturali che ne stimolano ulteriormente la creatività e l’ideale estetico.Nel 2016 e nel 2017 sono state le Mercedes-Maybach Vision 6 e Vision 6 Cabriolet a reinterpretare l’ideale del lusso estremo con una coupé e una roadster ispirate all’edonismo anni 30, due modelli che si ricollegano alle formidabili Stromlinienwagen del passato evocando potenza ed esclusività a piene mani.
Quest’anno, in occasione del centenario della prima Maybach, si celebrerà lo spirito del marchio con diverse iniziative. Mercedes-Maybach è in prima linea insieme all’azienda “madre” Mercedes-Benz per inaugurare un nuovo corso strategico che, anche nell’ambito delle vetture d'alta gamma, vedrà una progressiva elettrificazione e lo sviluppo di software dedicati, a garanzia di un comfort e di un’esperienza a bordo superlativi.
Inoltre, un teaser lascia ben sperare per il ritorno del glorioso motore V12 sulla Mercedes-Maybach Classe S, che andrebbe ad affiancare il V8 4.0 biturbo con tecnologia EQ Boost capace di erogare 503 CV e 700 Nm di coppia, ai quali si aggiungono all’occorrenza 21 CV e 249 Nm supplementari, sviluppati dal motore elettrico.

La visione Maybach. Cent'anni dopo, il mondo è cambiato e il brand Maybach ha subito importanti variazioni societarie e identitarie. Tuttavia, i principi cardine sui quali è stata fondata l’azienda di Wilhelm Maybach sono rimasti immutati: passione, innovazione ed eccellenza continuano ad essere le parole chiave che delineano lo sviluppo e la realizzazione delle attuali Mercedes-Maybach. La filosofia espressa quel giorno al salone dell'automobile di Berlino è rimasta sin da allora l’essenza del marchio e l’ispirazione per i modelli degli anni a venire.

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