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05 aprile 2012 | di Redazione Ruoteclassiche

MISTER GOODING E LA JAGUAR DI FAMIGLIA

David Gooding, 44 anni, è il fondatore della Gooding & Co, una delle più importanti Case d'aste al mondo. "Di auto - ci dice - ne ho possedute tante, ma questa, la mia Jaguar 'XK 140 Fixed Head Coupé 'del 1955 è unica e spero resti con me per sempre". Difficile in questo caso dargli torto: la sua storia e quella della 'XK 140' sono intrecciate a corda doppia. Non capita a tutti di avere come papà il curatore della Harrah's Collection di Reno, per anni la più importante collezione-museo d'Oltreoceano.

"Mi ricordo - spiega David - che dopo la scuola andavo da papà in ufficio. Adoravo le auto e nutrivo la mia passione tra le sale del museo e la sua biblioteca. La Jaguar era già con noi. È entrata in famiglia nel 1962. Papà l'aveva trovata per caso, mentre era in viaggio per cercare esemplari per il museo. Era in un parcheggio a Newport Beach, in vendita dalla prima proprietaria che voleva comprarsi un elicottero, ma a cui il marito aveva proibito di avere entrambi. Mamma era con lui, e insieme hanno deciso di prenderla all'istante. Poco dopo si sono sposati e hanno utilizzato la 'XK 140' per il loro viaggio di nozze. La prima notte l'hanno trascorsa a San Luis Obispo, in un hotel dove sono recentemente tornato con la stessa vettura e la mia famiglia. Il loro viaggio è continuato fino a Pebble Beach; al ritorno la 'XK' è diventata l'auto di tutti i giorni.

Dopo quasi 100.000 miglia ci siamo trasferiti in Ohio. Papà non voleva guidarla sulle strade salate, così l'ha lasciata ferma nel box. Tornati a Los Angeles, io andavo al liceo e sono riuscito a convincerlo a lasciarmela guidare. Dal 1983 al 1986 l'ho usata per andare a scuola, poi l'ho portata con me all'università e durante l'estate la prendevo per andare al mio lavoro estivo, alla Nethercutt Collection. Alle ragazze piaceva, ma le sue condizioni non erano quelle attuali. Gli amici, con le loro 'Corvette' nuove, mi davano del matto, salvo ricredersi quando in qualche sfida me li lasciavo alle spalle. Finita la scuola, mio padre mi ha detto: 'Tu ami la Jaguar, la guidi bene e la rispetti. È tua!'. L'ho usata fino a che ho potuto e quando dovevo sistemarla e non avevo i soldi, l'ho parcheggiata in un garage di amici in attesa. È stata mia moglie che mi ha suggerito di rimetterla a posto.

Così, nel 2009, l'ho restaurata. Non doveva tornare nuova o diventare una regina da concorso. Abbiamo cambiato e riparato solo lo stretto necessario. A luglio 2010 è tornata sulla strada. Guidarla dopo 20 anni mi ha riportato alla mente un sacco di emozioni. Piace a tutti, anche le mie figlie ne sono entusiaste e la speranza è quella che, una volta cresciute, se ne vogliano occupare, così da poter passare la 'XK 140' alla terza generazione".

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