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23 September 2019 | di Mario Simoni

Modena Motor Gallery, grande show nella terra dei motori

Automobili e motociclette d'epoca, ricambi e memorabilia: ecco come è andata la settima edizione della Modena Motor Gallery

È considerata il “salotto” delle manifestazioni di auto e moto d’epoca, non troppo vasta e dispersiva come Padova e Imola, ma più ricca e raffinata rispetto a tutte le altre esposizioni e mostre-mercato.

Nella terra dei motori. Modena Motor Gallery, giunta quest’anno alla settima edizione, ha poi in più rispetto alle altre manifestazioni il vantaggio di essere al centro della Motor Valley, a due passi da Ferrari, Maserati e Lamborghini e da quelle centinaia di meccanici, carrozzieri e fornitori che ogni anno fanno risplendere gioielli unici al mondo.

Maestri all’opera. Sono stati proprio questi esperti restauratori fra i protagonisti della mostra modenese assieme ai rivenditori delle auto più esclusive: chi vuole acquistare una Ferrari o una Maserati, ma anche una Porsche o una Mercedes SL, non può mancare l’appuntamento alla Fiera di Modena. Anche quest’anno è stato così e gli affari non sono mancati ma, a quanto sembra, hanno interessato soprattutto, almeno al Salone, le auto proposte a prezzi più abbordabili e i pezzi di ricambio.

Bagno di folla per i 60 anni della De Tomaso. Quello che non è sicuramente mancato è il pubblico, molto più numeroso rispetto alle passate edizioni, grazie anche agli eventi che hanno completato la mostra, come il raduno delle A112, che ha visto la presenza di oltre 70 vetture, e l’arrivo del Gran Premio di Modena, gara di regolarità per auto storiche. Ma fra gli eventi clou del Salone spicca la celebrazione dei 60 anni dalla fondazione della De Tomaso, con ben 4 Pantera e una Deauville schierate nella galleria principale accanto ad auto futuristiche progettate oggi in Emilia Romagna, come la Dallara F2, la Covini C6WA a sei ruote e i modelli statici della hipercar GT 12 cilindri e della moto elettrica realizzati dal designer Antonio Sassi.

Il meglio del car design di casa nostra. La mostra “1950-1990 quarant’anni di stile italiano” ha invece riunito i principali marchi della produzione automobilistica e motociclistica emiliano-romagnola della seconda metà del secolo scorso: ecco quindi, accanto a una decina delle moto più rappresentative della regione, due splendide Ferrari degli anni Sessanta, le Lamborghini 400 GT e Miura, le Maserati Ghibli e Biturbo, ma soprattutto la Bugatti EB 110 SS, prodotta nel 1992 a Campogalliano durante la “parentesi” modenese del celebre marchio. Le vere chicche della mostra sono stati però i marchi scomparsi, sconosciuti alla maggior parte del pubblico, come la Bandini 750 GTV carrozzata da Zagato, la Minardi MG 75, biposto da corsa equipaggiata con il 6 cilindri di 750 cmc, costruita nel 1947 dal padre di Giancarlo Minardi, e le due OSCA realizzate a Bologna dai fratelli Maserati: la 1600 GT carrozzata nel 1965 da Fissore e la 372 F2S Sport del 1957, “barchetta” di 1.5 litri con cui ha corso Alejandro de Tomaso.

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