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27 agosto 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Monterey Week 2014: sette giorni da raccontare

Mai come quest’anno la settimana più pazza e incredibile per il mondo dell’auto d’epoca è stata intensa, ricca, anche in termini economici, e affollata.

Ognuno dei presenti, qualunque fosse il suo ruolo nello show (collezionista, giudice, spettatore, meccanico o giornalista) si è ritrovato praticamente in apnea dal martedì mattina alla domenica notte. Tanto, tantissimo quello che veniva proposto, forse anche troppo: in molti, sopraffatti dalla propria gioia e dall’incredulità di fronte a tanta generosità, non riuscivano a dimenticare che il prezzo da pagare, era quello però di perdere qualcosa di almeno altrettanto valido, se non di più, di quello che stava accadendo poco lontano. Il dono dell’ubiquità, sarebbe stato graditissimo. L’area coinvolta è quella solita della penisola di Monterey in California, ma gli eventi così numerosi da rendere davvero difficile la possibilità di seguirli tutti. Qui di seguito i più significativi, scanditi giorno per giorno, come da programma.

Il Concorso on the Avenue, oltre 200 storiche in centro al paesino di Carmel, la Portofino della costa ovest americana, ha aperto le danze martedì 12 agosto (vedi articolo di qualche giorno fa). Ha celebrato le Woody, autentico simbolo dello stile di vita da spiaggia americano; i 50 anni della Sunbeam Tiger, mettendo assieme un display della marca mai visto prima; le Porsche corsaiole, che sono entrate in città dopo una sgroppata nella vicina pista di Laguna Seca, e le Trans-Am. Alla fine ha vinto la Porsche 917 K, telaio #017, ex-Brian Redman, che sfoggiava i suoi colori “Gulf” originali. E già vedere un oggetto simile girare sulle strade di tutti i giorni avrebbe meritato, da solo, il costo del viaggio.

Giovedì mattina, di buon ora, accompagnati dalla giornata climaticamente più brutta, con la nebbia che non si è dissolta per quasi tutta la giornata, il Tour di Pebble Beach ha portato le auto che avrebbero preso parte al concorso di domenica sulla strada “1”, la più vicina alla costa, fino a Big Sur. Sono circa 60 miglia, non tantissime quindi, ma quest’anno comprendevano un paio di giri della pista di Laguna Seca, e qualche salita estremamente ripida che ha messo in crisi alcuni dei partecipanti. Gran lavoro di meccanici e carri attrezzi, ma, alla fine, la stragrande maggioranza è arrivata in fondo e ha ricevuto l’ambitissimo “fiocco verde” che durante il concorso garantisce qualche punto in più.

Venerdì si è aperto con il raduno delle The Little Car Show, testualmente le piccole auto, a Ocean Grove, con la presenza di parecchie utilitarie italiane (500, 600) e 2 CV in primis, ma anche con oggetti estremamente interessanti come il Messerschmitt KR-200 o una bella selezione delle dune buggy più importanti, quelle realizzate da Meyers Manx. In contemporanea, si è svolto un raduno dedicato alle auto tedesche e un altro riservato alle Porsche. Per chi aveva deciso di spendere oltre 400 dollari per comprare uno dei pochi biglietti disponibili per entrare al Quail, uno degli eventi più snob della settimana, una piccola delusione. Non troppe autovetture, come da tradizione di questa manifestazione che punta più alla qualità che alla quantità, ma, a differenza degli altri anni, di un livello generale non troppo elevato. Più che a vedere le auto, insomma, quest’anno si è andati al Quail per assaggiare i piatti dei cuochi, presenti i più prestigiosi di molte nazioni, e a farsi vedere per poter dire “io c’ero”.

Purtroppo il Concorso Italiano è slittato da venerdì a sabato e questo ha obbligato molti a una doppia giornata, con le Corse a Laguna Seca e, appunto, lo show dedicato alle vetture del Bel Paese. A Laguna Seca si sono celebrati i 100 anni di Maserati con una presenza in pista di un numero impressionante di vetture del tridente: Birdcage, 300 S e 450 S hanno creato uno spettacolo raro a vedersi. Alla fine sono scese in pista 550 vetture, che hanno coperto oltre 80 anni di storia delle competizioni a livello mondiale, con pezzi come Ferrari 250 GTO, Alfa Romeo P3, Porsche 935 ed un nugolo di 911, Cobra e Corvette. Semplicemente fantastico.

Il Concorso Italiano, oltre alla solita notevole e impressionante mostra di Ferrari e Lamborghini - che tra antiche e moderne si contavano a centinaia - ha celebrato i 95 anni di Zagato, portando, con il supporto del carrozziere milanese e dei suoi clienti, una vettura per tipo di ognuno dei modelli speciali presentati e prodotti nell’ultimo decennio, inclusa l’ultima nata Lamborghini 5-95. Il Best in Show è stato assegnato a una la Lamborghini 400 GT, una delle sole 23 costruite, fresca di restauro. Proprio questo, tra l’altro ha creato una simpatica scenetta: il restauro è stato effettuato presso lo specialista di San Diego “Bobileff Motorcar Company”, che lavora principalmente su Ferrari e Lamborghini. Il titolare, Gary Bobileff, è a capo dei giudici del Concorso Italiano, e, ovviamente, quando una vettura su cui ha lavorato arriva in finale e diventa una pretendente alla Best in Show, si astiene dal voto. Il “problema” è che negli ultimi 5 anni, per ben 4 volte una “sua” vettura non solo è arrivata in finale, ma anche vinto. “Da un lato, quello imprenditoriale, sono felicissimo, ci dice sorridendo, ma dall’altro, quello di giudice appassionato, sono dispiaciuto, perché alla fine non posso mai esprimere la mia scelta…”.

Domenica mattina, il gran finale, con il Concorso di Pebble Beach. Al nostro Corrado Lopresto, che ha poi vinto la prestigiosa classe delle “Conservate dopo guerra” con la sua Alfa Romeo 1900 SS Zagato del 1958, i complimenti per un trofeo difficilissimo da ottenere e, negli anni, diventato il sogno di tutti i collezionisti del mondo. Pebble Beach 2014 ha celebrato la Ruxton, sconosciuta ai più ma autentica opera d’arte automobilistica, la Tatra con le sue vetture a motore posteriore, e le auto a vapore. Inoltre, sono stati festeggiati i 100 anni di Maserati, la Ferrari 250 Testarossa (ben 20 gli esemplari presenti), la carrozzeria francese Fernandez et Darrin e i 100 anni del GP di Francia, con il successo della Mercedes. Il Best in Show, prima volta dal 1968 di una vettura dopoguerra è andato alla Ferrari 375 MM che fu di Rossellini. A fare da collante a tutto questo, le aste dedicate, che hanno visto andare all’incanto vetture incredibili, sovente uniche, come Ferrari 250 GTO e la “Treposti” Pininfarina su base 365 P o la Bugatti 35 che fu di Helleé Nice. (Massimo Delbò)

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