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21 maggio 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Mozzi-Biacca conquistano la Freccia Rossa

Con la volata finale da Bologna a Brescia si è conclusa la Mille Miglia, accolta da una gran folla di appassionati

Sul podio sono saliti i favoriti alla partenza, Giordano Mozzi e Stefania Biacca, su una Lancia Lambda 221 Spider del 1928, che oltre alle ottime prestazioni con il cronometro, hanno potuto contare su un coefficiente molto vantaggioso (1,80) che ha di fatto reso la loro vettura praticamente imbattibile e che ha sollevato per questo qualche polemica.

Al secondo posto, l’equipaggio composto da Alessandro Gamberini e Mirko Magni, al volante dell’Alfa Romeo 6C 1750 Zagato del 1930 dell’Automobilismo storico di Arese, l’equipaggio che sul fronte delle penalità ha ottenuto il miglior punteggio, davanti a Giovanni Moceri e Tiberio Cavalleri su un’Aston Martin Le Mans del 1933. Il secondo posto sul podio non è stata l’unica soddisfazione per il team del Biscione: Fabio Salvinelli e Maurizio De Marco con la 6C 1500 SS del 1928, infatti, sono giunti sesti.
Nei primi posti della classifica figurano anche gli argentini Tonocongy-Berisso, vincitori dell’edizione 2013 e quinti quest’anno con una Bugatti T40 del 1927) e i giapponesi Takemoto-Takemoto (ottavi con un’altra Bugatti, ma del tipo T35A). La Coppa delle Dame è andata a Francesca a Grimaldi e Lucia Fanti su una Jaguar XK 120 OTS del 1949.

Si chiude con un bilancio positivo, dunque quest’edizione, ricca di novità. Innanzitutto, un tappa in più: l’arrivo a Bologna sabato sera e è stato molto apprezzato dai concorrenti, perché ha raso il tragitto da Roma meno pesante e ha regalato un arrivo a Brescia domenica mattina davanti a un foltissimo pubblico. Bellissimi anche i passaggi a Pisa e soprattutto a Lucca, dove l’intera città si è riservata in strada ad accogliere le auto.

Un po’ faticosa, invece, la tappa tra Abano Terme e Roma: 770 km per 15 ore di guida con arrivo a tarda sera. L’allungamento del percorso ha consentito il passaggio a L’Aquila, ma ha ritardato l’ingresso nella Capitale che, soprattutto per gli ultimi equipaggi, si è svolto all’una di notte, senza il consueto bagno di folla che rende magica la passerella a Castel Sant’Angelo.

Serratissimo il ritmo della gara, che ha imposto agli equipaggi tempi militari, con pochissime ore di sonno, manciate di minuti per le soste durante la giornata e una tabella di marcia implacabile, che forse varrebbe la pena rendere meno frenetica, per consentire andature più consone a una manifestazione di regolarità. Per fortuna, a tenere alto il morale e dare grinta ai concorrenti c’era il pubblico, più caloroso e numeroso che mai.

Lungo quasi tutti i 1.840 chilometri della Freccia Rossa gli equipaggi hanno corso in mezzo a due ali di folla tra grida di incoraggiamento, applausi e persino alzate di cappello. Una dimostrazione di quanto la passione per questa gara sia ancora fortissima, uno spettacolo meraviglioso che rende la Mille Miglia davvero la corsa più bella del mondo.

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