Auto
06 agosto 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

NIENTE CORSE SIAMO INGLESI

Due pacate signore a confronto. Quale preferire? La Rover è più tranquilla e imponente e ha un incedere maestoso; la Daimler, di un'eleganza senza tempo, è più svelta nelle forme e nel procedere.

La sfida tra Rover "3.5 Litre Coupé" (della serie "P5") e Daimler "V8 250" non ebbe, al tempo, né vincitori né vinti. Entrambe infatti furono degne rappresentanti di quel "made in England" automobilistico che, grazie alla compostezza delle forme e alla classicità delle linee, non suggeriva prestazioni sportive, ma un sussiegoso e confortevole incedere. Decisamente lussuosi e ben rifiniti gli abitacoli di entrambe le macchine. La Rover concede qualcosa in più: un tavolino estraibile anteriore, appoggiabraccia laterali e appoggiatesta posteriori.

È in marcia, però, che scopriamo le vere differenze tra le due vetture. Il V8 della Rover, dotato di basamento in alluminio, è abbinato a un cambio automatico a tre rapporti che tende a inserire la marcia più alta a soli 3500 giri; è quasi un peccato, perché i 184 CV SAE a disposizione, erogati ad un regime di 5200 giri/min, portano la "P5" a sfiorare i 185 km/h. Ma forse è meglio così, visto il comportamento della vettura. In curva la notevole mole (oltre 1700 kg con il guidatore), l'imprecisione dello sterzo e l'obsoleto schema delle sospensioni posteriori pongono non pochi problemi; inoltre l'impianto frenante (dischi anteriori e tamburi posteriori) si affatica presto.

Molto meglio si comporta la Daimler. Il motore, realizzato interamente in lega leggera e disegnato da Edward Turner, il mago delle bicilindriche Triumph, benché più piccolo, risulta più vivace. La potenza è inferiore a quella del V8 Rover (142 CV), ma il cambio automatico Borg Warner permette un'accelerazione più che soddisfacente. Lo sterzo è preciso, la tenuta di strada e la visibilità sono notevoli, la frenata è sicura.

Una netta vittoria per la Daimler, dunque. Ma in fondo, per quanto riguarda le auto storiche, ciò che conta sono i gusti personali e le sensazioni evocate.

TAGS Daimler
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