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02 gennaio 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Non solo Ferrari, ecco i 70 anni della Bandini

Sono trascorsi 70 anni da un piao di giorni. Nel 1946 Ilario Bandini è intento a rimontare la sua Fiat 1100, auto che durante la seconda guerra mondiale ha letteralmente fatto a pezzi (tagliandola e smontandola), per sottrarla alle requisizioni tedesche.

La ricostruzione della vettura è un’occasione per sperimentare nuove soluzioni al telaio e così nasce una nuova macchina, la Bandini 1100, la prima di quella che sarà la ditta Bandini Automobili di Forlì.

L’attività di questa nuova casa automobilistica italiana continua fino al 12 aprile 1992, giorno della scomparsa del suo fondatore, che nel frattempo era diventato pilota, costruttore e aveva ricevuto anche la  laurea in ingegneria honoris causa.

L’idea era di fabbricare automobili da corsa: la casa di produzione infatti conquista uno spazio importante nella categoria 750 cm³ di cilindrata.

Le disponibilità sono limitate e le dimensioni dell’azienda sono artigianali, ma l’entusiasmo e la fantasia bastano per  creare in casa telai, motori e carrozzerie. Uno stile che piace soprattutto oltreoceano: negli Stati Uniti   le Bandini ottengono i maggiori successi sportivi vincendo i campionati nazionali SCCA (Sports Car Club of America) nel 1955 e nel 1957 e quelli della regione sud/ovest dal 1961 al 1963.

Dalla metà degli anni Sessanta la "Bandini Automobili Forlì" interrompe i rapporti con l'estero, rallenta la produzione ma continua ad innovare lo stile delle auto. Andiamo ai numeri: in tutto sono 75 le auto fabbricate, che rientrano in 17 tipi (gli esemplari sono tutti piuttosto diversi l’uno dall’altro e quindi potrebbero essere definiti pezzi unici).

La Bandini 1000 turbo, nota anche come "Bandini Berlinetta", è l'ultima autovettura stradale finita nel 1992 dallo stesso Ilario Bandini a Forlì. Molte auto nate in  questa piccola fabbrica italiana ( forse sarebbe più esatto chiamarla laboratorio creativo) sono oggi negli Stati Uniti, ma ne esistono anche in Giappone, in Germania, in Inghilterra, nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Russia. E molte ancora viaggiano su e giù per lo Stivale.

Elisa Latella

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