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25 July 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Opel e Conrero, i 50 anni di un grande amore

Cinquat'anni fa debuttava la prima Opel elaborata da Virgilio Conrero. Un matrimonio che sancirà una serie di successi indimenticabili per la Casa di Rüsselsheim

I successi nei rally della Kadett e dell'Ascona, ma prim'ancora quelli della GT, culminati con la vittoria di classe alla Targa Florio nel 1971: il binomio tra la Opel e il preparatore piemontese Virgilio Conrero tra il 1969 e il 1986 ha scritto alcune delle pagine più affascinanti nella storia sportiva della Casa del Fulmine.

Cambio di marcia. Diciassette anni indimenticabili e irripetibili, in cui le Opel da corsa sbaragliano la concorrenza di avversarie di indiscusso valore. Grazie al mago dei motori Virgilio Conrero, cinquant'anni fa le auto della Casa di Rüsselsheim iniziano a cambiare faccia: da tranquille berline da famiglia a velocissime divoratrici di curve.

Cinquant'anni fa il debutto ufficiale. È sul finire degli anni 60 che l'importatore italiano della Opel decide di affidare la preparazione delle auto della neonata squadra corse a Conrero. L'esordio avviene esattamente cinquant'anni fa, quando Giorgio Pianta, Pino Pica e Gianpaolo Benedini fanno il loro debutto in alcune gare in salita con una Opel GT 1900.

La vittoria di classe alla Targa Florio. Cominciano ad arrivare i primi successi: nel 1970 Benedini, sempre con una GT 1900, si aggiudica la classe 2000 Gruppo 4 al Mugello; l'anno seguente, il trionfo più bello: Salvatore Calascibetta e Paolo Monti sono primi di classe alla Targa Florio.

I segni particolari della GT by Conrero. Dal 4 cilindri della piccola coupè Conrero riesce a ottenere la bellezza di 220 CV, contro i 90 del modello di serie. L'incremento di potenza è dato dall'adozione di una testata speciale, dall'alimentazione Kügelfisher e da un impianto di scarico senza marmitta. Le prestazioni sono eccezionali: per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo bastano 7,2 secondi, mentre per arrivare a 160 km/h ne servono appena 19,2. Esteticamente la GT di Conrero si riconosce per i parafanghi supplementari fissati alla carrozzeria mediante rivetti, una soluzione che consente il montaggio di ruote a canale molto largo. L'abitacolo mantiene il look originale, a eccezione del roll-bar e dei sedili da corsa. La strumentazione, infine, è integrata con un termometro olio e un indicatore della pressione del carburante.

TAGS conrero Opel
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