Auto
01 June 2019 | di Andrea Zaliani

Opel Corsa GSi, la mini bomba secondo Rüsselsheim

La prima generazione della Opel Corsa GSi (1987-1992) metteva l’accento sulle prestazioni e strizzava l’occhio a un pubblico giovanile.

Dotata di caratteristiche interessanti, come il motore da 101 CV, la Corsa GSi nel nostro Paese non ha riscosso il successo sperato dalla Casa di Rüsselsheim, complice la concorrenza di vetture dalla grande tradizione sportiva.

Della serie “a volte ritornano”. A inizio di quest’anno la Opel ha introdotto sul mercato la nuova generazione della Corsa GSi, la più piccola delle sportive di Rüsselsheim. Si tratta del secondo modello, dopo la Insignia, a riprendere la storica denominazione GSi (acronimo di Grand Sport Injection) riservata alle versioni più sportive della gamma Opel, prima dell'introduzione della sigla Opc (Opel Performance Center) nel 1999. La stampa specializzata ha iniziato ad analizzare la vettura in ogni dettaglio, in concomitanza con i primi clienti interessati a mettersela nel proprio garage. Serve ancora tempo, dunque, per sentenziare il livello di successo riscontrato dal modello.

Bei tempi… Nel frattempo, nella mente di molti appassionati dai capelli grigi, e non solo, quelle tre letterine (GSi) avranno sicuramente evocato una serie di bei ricordi. Abbinati, perché no, a una lacrimuccia. Se è successo anche a voi, non vergognatevene. Il periodo a cavallo degli anni ’80 e ’90 rappresenta un momento felice per molti automobilisti. In quell’epoca non solo un “paperone” poteva divertirsi al volante: far coesistere prestazioni, divertimento e costi sensati, attraverso la scelta di una sportiva compatta, era infatti alla portata di molti. E una delle scelte papabili era proprio la Corsa GSi.

Fuori i muscoli! Presentata nel settembre del 1987, al Salone di Francoforte, era stata ideata con un chiaro obiettivo: provare a scalare l’indice di gradimento in una categoria affollata e parecchio competitiva, di cui facevano parte, tra l’altro, la Fiat Uno Turbo, la Ford Fiesta XR2i e la Peugeot 205 GTI. Le sue più grandi rivali erano due, l’Austin Metro Turbo MG e la Citroën AX Sport. I tecnici della Opel avevano fatto un buon lavoro di trasformazione, rispetto alla versione convenzionale.

Un piccolo fulmine. Sotto il “vestito” dedicato, ispirato in alcuni dettagli alla Kadett GSi, si celava un reattivo motore 1.6 quattro cilindri in linea: alimentato da un sistema di iniezione elettronica, sviluppato dalla Bosch, erogava una potenza di 101 CV e una coppia massima di 135 Nm (a 3.800 giri/min). La trasmissione era manuale a cinque marce, la trazione anteriore. L’upgrade era completato da un assetto irrigidito e uno sterzo maggiormente diretto.

Non è una piuma. Con questa impostazione la GSi riusciva a sbrigare la pratica dello 0- 100 km/h con partenza da fermo in 9,5 secondi e raggiungeva una punta massima vicina ai 190 km/h (188, per l’esattezza). Valori che avrebbero potuto essere migliori, se non fosse stato per il peso in gioco (820 Kg) non proprio contenuto. In poche parole si trattava di un’auto onesta e genuina, che forse non toccava l’apice della sportività ma sicuramente sapeva far divertire. Ora, a distanza di circa trent’anni dalla sua nascita, con un valore medio d’acquisto intorno alle 2mila euro, la sua filosofia è rimasta inalterata: far divertire, il giusto, spendendo poco.

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