Auto
30 September 2019 | di Andrea Zaliani

Opel Manta A 1.6 SR, l’auto che sfidò la Capri

Pensata come l’anti Ford Capri, con linee di carattere e una dinamica di guida sportiva, non riuscirà nell’impresa di eguagliare il successo della rivale

La storia odierna è ambientata in Germania e ha come protagonista la Opel Manta, presentata nel 1970. La nuova vettura del marchio tedesco, destinata a succedere alla Opel GT, nasce con il chiaro intento di tenere testa alla Ford Capri.

Look originale, differenti motorizzazioni. La Manta è una creatura di Chuck Jordan, famoso designer americano della General Motors, che ha lavorato per anni alla Opel. Stilisticamente l’auto appare decisamente diversa rispetto agli altri modelli, con linee da coupé sportiveggiante capaci di garantire uno spazio a bordo sufficiente per conducente e passeggeri. Per quanto concerne l’aspetto tecnico, adotta un’impostazione convenzionale per l’epoca e la categoria di appartenenza, ovvero trazione posteriore, cambio manuale a quattro rapporti e motori già impiegati su altri modelli della Casa. Filosofia costruttiva nella quale il marchio nutre piena fiducia, tanto che la utilizzerà anche sulla nuova Ascona. La prima generazione, denominata Manta A, rimane in commercio per cinque anni (1970-1975), durante i quali la gamma può contare su differenti motorizzazioni. Inizialmente, una delle versioni più interessanti è rappresentata dalla Manta 1.6 SR da 80 CV. Non è la più potente (la 1.9 arriva infatti ad erogare 90 cv) ma rappresenta perfettamente la filosofia del modello, nato per avere un carattere dinamico e al tempo stesso offrire spazio e comodità ai propri passeggeri.

La prova di Quattroruote. La prima prova della Manta 1.6 viene pubblicata sul numero di maggio del 1971. Se l’aspetto esteriore, nel complesso, convince per il suo carattere, l’abitacolo ha una serie di elementi non pienamente convincenti. La strumentazione ben leggibile, per esempio, viene definita come non adatta a una vettura che, seppur da famiglia, ha ambizioni sportive: nella dotazione di serie manca il contagiri, che si può avere solo su richiesta, pagando un sovrapprezzo. In compenso gli interni risultano particolarmente curati nelle finiture. Sobrie e senza pretese lussuose, a differenza di quanto si trova su altri modelli della Casa. Rivestimenti in materiale uso pelle, moquette sul pavimento e plastica sul padiglione sono di buona qualità. Il motore, poco elastico, è piuttosto pigro ai bassi regimi: manca quello sprint che ci si attenderebbe da una 1.6 sportiva. Il cambio, molto preciso e dolce nell’innesto, è dotato di un’ottima sincronizzazione, mentre lo sterzo è leggero ma troppo demoltiplicato. Inadatto quindi a una sportiva.

La quotazione attuale. La prima generazione della Opel Manta, indipendentemente dalla motorizzazione e dall’allestimento, può essere acquista a un prezzo decisamente interessante. Il nostro listino ufficiale, infatti, riporta una quotazione che va dai 2500 ai 7500 euro per un modello in perfette condizioni o completamente restaurato.

Diteci la vostra. Nell’eterna sfida con la rivale, la Ford Capri, voi per chi tifate? Ancora: prendendo in considerazione la storia (completa) della Manta, quale versione preferireste acquistare? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto. Inoltre, se avete un ricordo particolare legato a questo modello, condividetelo con la nostra community. Scriveteci una mail all’indirizzo redazione@ruoteclassiche.it.

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