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12 luglio 2018 | di Laura Ferriccioli

Parterre d’eccellenza alla Stallavena-Bosco Chiesanuova 2018

Domenica 8 luglio alla ventiduesima rievocazione della Stallavena-Bosco Chiesanuova c'era anche la “Jaguar Biondetti” originaria del 1950 che il campione toscano scomparso nel 1955 – vincitore di quattro Mille Miglia e di due Targa Florio – ha costruito recuperando alcune parti di una XK120 incidentata che aveva già trasformato nella sua celebre “Ferrari-Jaguar”.

Biondetti – come ha spiegato il proprietario dell'esemplare unico, comprato da lui trent'anni fa – ha poi recuperato la meccanica dell'auto, si è ricostruito da solo il telaio e ha commissionato la carrozzeria in alluminio a Motto, a Torino, prendendo ispirazione dal design della Jaguar C-Type, con cui ha corso a Le Mans nel 1951.

La sfida del cronometro. Alla manifestazione veneta la barchetta si è posizionata seconda nella classifica generale delle prove di abilità cronometrate formula Asi, una ventina, cui hanno partecipato trenta auto. Fra gli altri gioielli che hanno ripercorso il tracciato di quella che dal 1958 al 1968 era conosciuta come la “gara di velocità in salita più veloce d'Europa” quest'anno c'erano anche una Singer Le Mans del 1933, la più anziana, e diverse altre Jaguar: due XK120, una E-Type prima serie del 1963 e una C Type (del 1968). Ancora, solo per citarne alcune, una Dino 208 GT4 del 1977, una Porsche 356 AT1 del 1957, una 911S del vice presidente Asi Alberto Scuro - che era presente anche con una Lotus Esprit Turbo -, un'Alfa Romeo Giulia Junior Zagato del 1972, una Ginetta G4 del 1954.

La sgambatella delle vecchiette. In totale le vetture erano 36, fra le quali diverse costruite prima della Seconda guerra mondiale. Il primo posto in classifica è andato proprio a una di loro, una Fiat 1500 6c del 1936. La partenza è avvenuta dal Circolo Scaligero del Tennis alle 10, dove i veicoli sono poi rientrati intorno all'una per il pranzo – con premiazione, a seguire – dopo il riordino alla meta, nella piazza principale di Bosco Chiesanuova. Il totale percorso è stato di circa 62 chilometri fra andata e ritorno, a cronometraggio libero (con road book). L'evento è stato realizzato dal Veteran Car Club Enrico Bernardi di Verona, fondato nel 1964, che ha organizzato la prima rievocazione della cronoscalata storica sui Monti Lessini nel 1986 e, in seguito, con regolare cadenza annuale dal 1997.

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