Piccole bombe francesi: Citroën Saxo VTS, tanto veloce quanto troppo discreta - Ruoteclassiche
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24/06/2024 | di Andrea Paoletti
Piccole bombe francesi: Citroën Saxo VTS, tanto veloce quanto troppo discreta
Strettamente imparentata con la 106, vanta prestazioni e comportamento sportivo paragonabili, ma un look un po’ “insipido” la condanna a essere un’eterna scelta di ripiego
24/06/2024 | di Andrea Paoletti

La Saxo è forse una delle Citroën più “normali” - intese come design - prodotte in epoca moderna. E questo non è quasi mai un bene, soprattutto quando si parla di declinazione sportiva, in questo caso denominata Saxo VTS, che non fa molto per farsi ricordare. Un peccato, perché la sostanza, invece, questa utilitaria ce l’ha tutta ed è una fiera rappresentante di quelle francesine tutto pepe degli anni 90 in grado di suscitare bei ricordi in chi allora aveva 20 anni.

120 CV per 205 km/h. Il pianale è quello della AX, che nelle versioni Sport, GT e GTI, puntava tutto sulla leggerezza: anche la Saxo non si smentisce e ferma la bilancia un po’ più in alto, a 882 kg, sui quali i 120 CV del quattro cilindri 16 valvole da 1.6 litri - lo stesso montato sulla Peugeot 106 GTI - fanno miracoli: ovvero, 205 km/h di velocità massima e 8,7 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. Lanciata sul mercato nel luglio 1996, la Citroën VTS non ricorre solamente alla fortunata formula “motore potente su auto piccola e leggera”, ma vanta tutto il necessario per ben figurare tra le curve, suo habitat naturale.

Troppo sobria per una sportiva. Ecco, quindi, che il telaio presenta rinforzi strutturali nei punti d’ancoraggio dell'asse anteriore, sospensioni più rigide, quattro freni a disco e cerchi di lega da 14” dal disegno piacevole. All’insegna di una sobrietà eccessiva invece i pochi dettagli di carrozzeria che la distinguono dalle sorelle meno performanti, con parafanghi e minigonne a raccordarsi con i passaruota allargati. All’interno, rivestimenti dal disegno poco personale si accompagnano a sedili molto contenitivi, grazie a supporti laterali pronunciati, la cosa più “racing” di tutto l’abitacolo, in quanto il volante di plastica a tre razze (completo di airbag) è decisamente banale e moltissimi lo sostituivano con uno sportivo a calice.

Una piccola GT svezzata da Loeb. La Saxo VTS può vantare un equipaggiamento molto buono per l’epoca, con alzacristalli elettrici, servosterzo, immobilizer, chiusura centralizzata, pur con un prezzo equivalente a circa 2.000 euro in meno rispetto alla Peugeot 106 GTI, che però ha di serie ABS e radio. Poco male, come piccola GT la Saxo svolge egregiamente il proprio compito. Anche in ambito sportivo, pur se confinata prevalentemente ai trofei monomarca e ai campionati nazionali francesi, la VTS si dimostra un’ottima palestra per futuri campioni. Basta citarne uno: Sébastien Loeb, che, nel 1999, vince il Trofeo Saxo Kit Car e l’anno dopo si ripetè, portandosi a casa sei gare su nove nella categoria due ruote motrici.

Difficile trovarne una in “stock”. Cosa rende la Saxo VTS divertente? Innanzitutto, un cambio dagli innesti solidi e uno sterzo preciso - più di quello della 106 -, un avantreno granitico e la possibilità di “giocare”, facendo però attenzione, con la tendenza del posteriore a sovrasterzare. Nel corso della sua vita, terminata nel 2003, la VTS non avrà grandi aggiornamenti, seguendo il restyling del 1999 - quindi, fari, mascherina, nuovi rivestimenti interni, introduzione dell’Abs e dell’airbag passeggero -, il tutto addirittura con un abbassamento dei prezzi di listino. Oggi, a patto di avere la fortuna di trovarne una in condizioni originali e non modificata, ci vogliono almeno 8-9 mila euro.

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