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27/11/2007 | di Redazione Ruoteclassiche
PICCOLO DIAVOLO
Ad onta delle sue origini modeste, la Condor Aguzzoli (1964) esibisce una concezione costruttiva evoluta e una carrozzeria – in un guscio monolitico di vetroresina – davvero strepitosa, aggressiva e suducente. Il motore in un primo momento era quello dell’Alfa Romeo “Giulietta” potenziato a 128 CV, al quale subentrò alcuni mesi dopo il 1575 cm3 […]
27/11/2007 | di Redazione Ruoteclassiche

Ad onta delle sue origini modeste, la Condor Aguzzoli (1964) esibisce una concezione costruttiva evoluta e una carrozzeria - in un guscio monolitico di vetroresina - davvero strepitosa, aggressiva e suducente. Il motore in un primo momento era quello dell'Alfa Romeo "Giulietta" potenziato a 128 CV, al quale subentrò alcuni mesi dopo il 1575 cm3 con doppia accensione derivato da quello della "Giulia TZ", con elaborazione a 165 CV.

La vettura del nostro servizio, con telaio n. 2, debuttò al salone di Ginevra del 1964, ma con una carrozzeria in vetroresina verniciata di nero realizzata dalla Perseo di Franco Reggiani, piccola industria di Sant'Ilario d'Enza specializzata nella lavorazione di manufatti in fibra di vetro. Prestazioni super (velocità massima di 225 km/h), ma confort da dimenticare...

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