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24/04/2026 | di Andrea Stassano
Premio Carlo Chiti: gli studenti sul podio
A Pistoia sono stati premiati alcuni studenti del Liceo Forteguerri con lavori che hanno combinato il sapere scientifico e umanistico, come aveva fatto il grande ingegnere toscano
24/04/2026 | di Andrea Stassano

Un tributo doveroso a un grande ingegnere come Carlo Chiti nella sua Pistoia. L’omaggio al geniale tecnico che ha reso grandi la Ferrari e ha legato le sue sorti soprattutto all’Alfa Romeo, ha preso la forma del Premio di studio “Carlo Chiti: una mente aperta”, istituito dal Liceo Niccolò Forteguerri a cura della professoressa Cristina Rabuzzi, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della città toscana, l’Aci e con la volontà della famiglia Chiti, nelle persone dei figli Olga e Arturo. L’iniziativa, che si è svolta nella giornata del 18 aprile in diverse fasi, è stata molto apprezzata e ha vissuto momenti intensi come quelli della mattinata, con l’emozionante cerimonia di premiazione degli studenti del Liceo nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia. Eravamo presenti anche noi di Ruoteclassiche, con un intervento sul personaggio Carlo Chiti.

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Spunti di riflessione

La premiazione è stata anticipata da interventi che hanno ricostruito la figura dell’ingegnere pistoiese dal punto di vista umano, sportivo e professionale. Un modo anche per creare nuovi spunti di riflessione per i ragazzi, puntando sulle attitudini e sulla passione, che muove il mondo.Interventi che hanno focalizzato l’attenzione sugli elementi che hanno caratterizzato la formazione dell'ingegnere da corsa toscano. Oltre a chi scrive, che ha passato in rassegna i momenti chiave della vita e della carriera di Carlo Chiti, hanno parlato di aerodinamica, car design, aspetti umani ed energie rinnovabili, l’ingegner Marco Giachi, il professor Massimo Grandi e l’ingegner Fulvio Maria Ballabio.

Legami e continuità

Carlo Chiti aveva frequentato a sua volta il Liceo Forteguerri - studi Classici, dal 1938 al ’43 - per poi conseguire la laurea in Ingegneria aeronautica all’Università di Pisa. Quindi, prima di diventare un tecnico di spessore internazionale, si era costruito una solida cultura umanistica che alimenterà la sua creatività e si integrerà perfettamente nelle sue ampie competenze tecniche costruite nel campo delle auto da competizione, nelle categorie Turismo, GT, Sport-prototipi e Formula 1. Un uomo non solo geniale, ma anche curioso e versatile nell’affrontare i campi più diversi, in un primo tempo da quello aeronautico, per il quale si era preparato all’università, a quello automobilistico che diventerà la sua grande passionedi una vita.

Primo di una serie

Un premio, quello istituito dal Liceo Forteguerri per i suoi studenti, primo di cinque “puntate” che verranno nei prossimi anni, che ha voluto dunque ricordare e celebrare la figura geniale e vincente dell’ingegnere Chiti, classe 1924, e gettare un ponte reale con le nuove generazioni, premiando l’inventiva e l’iniziativa degli studenti più meritevoli del triennio del Liceo, sulla scia dei talenti del valente ingegnere toscano, che fondò la mitica Autodelta, il rinato reparto corse dell’Alfa negli anni 60. Nel cortile del Liceo, erano visibili una favolosa Alfa Romeo 33 Spider che fu del pilota pistoiese Aldo Bardelli, e il prototipo CC 133ER alimentata a Gpl della Montecarlo Motorsport di Fulvio Maria Ballabio, dedicata, appunto, a Carlo Chiti.

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