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25 March 2019 | di Alberto Amedeo Isidoro

Master Restauratori Moto Classiche, buona la prima!

Difficile immaginare un epilogo migliore per la prima edizione del Master Restauratori Moto Classiche: la classe ha restaurato con successo entrambe le KTM su cui ha lavorato per due lunghi fine settimana.

Promosse entrambe a pieni voti dai severissimi commissari tecnici dell’Asi - che hanno seguito con attenzione tutte le fasi del restauro - la 175 GS6 e la 340 GS tornano a ruggire. Si è concluso ieri il secondo e ultimo round di riparazioni nell’officina di Dueruote, presso la sede della nostra casa editrice che, appena due settimane fa, inaugurava il primo Master Restauratori Moto Classiche, corso di restauro di motociclette d'epoca organizzato dall’Accademia Editoriale Domus con gli esperti di Dueruote, Asi e Newfren.

Grazie maestro! Ma quel ruggito, dopo 35 anni di letargo, in fin dei conti era lecito attenderselo. Merito dai ragazzi, sempre attenti, vogliosi di imparare un’arte sempre più rara e preziosa, e dei loro professori. Su tutti Bruno “Ferro” Ferrari, che ha a curriculum qualcosa come quaranta titoli mondiali come tecnico ufficiale della Casa arancione: per lui le KTM non hanno davvero segreti…

Passaggio di testimone. Ad alternarsi in cattedra, oltre a Ferrari e Massimo Raselli - l’altro espertissimo docente - anche alte cariche dell’Asi e professionisti del settore, come Stefano Bassi di Bartubeless ed Elisabetta Quadrini di Newfren. Ognuno di loro ha lasciato qualcosa di nuovo, d’inedito, di curioso ai ragazzi, ovviamente al di là del mero trasferimento di nozioni tecniche. Dalla cassetta degli attrezzi del corpo docenti, la classe ha avuto modo di “rubare” soprattutto il metodo, l’approccio, quel mix irrinunciabile di passione e competenza che è alla base di un mestiere così sfaccettato, difficile e, per questo, affascinante.

La passione non ha età. Ora tocca a loro, ai “magnifici venti”. I primi, ci auguriamo, di una lunga serie. Affinché l’arte del restauro venga tramandata alle nuove generazioni ma anche a chi, non più giovanissimo, di fronte alla meccanica, quella vera, continua a emozionarsi come la prima volta.

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