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10 settembre 2007 | di Redazione Ruoteclassiche

QUARANT’ANNI FA JIM CLARK…

Recuperare 45 secondi in 210 km (2,2 decimi al km) al Nürburgring, GP di Germania 1957, ha fatto entrare Fangio nella leggenda. Cosa dire allora di Jim Clark, che a Monza il 10 settembre 1967, recuperò un intero giro, cioè oltre 90 secondi di distacco, in 281 km (3,3 decimi al km) con la sua Lotus "49 Cosworth".

Partito in pole (1'28"5 media 233,838 km/h) si dovette fermare ai box per foratura al 13° giro. Ultimo e doppiato, iniziò una rimonta che al 62° giro (di 68) lo riportò al comando, davanti a Brabham (Brabham Repco) e Surtees (Honda). Tutti gli altri, compresi Jacky Ickx al debutto in F1 con la Cooper Maserati e Chris Amon con la nuova Ferrari "312" erano lontanissimi. All'ultimo giro, uscendo dalla Parabolica, la Lotus di Clark rallentò vistosamente e ondeggiò: il pilota cercò di pescare le ultime gocce di benzina nel serbatoio. Addio alla vittoria: era primo, a sorpresa, Surtees in una volata da brivido con Brabham a 2 decimi di secondo. Clark, il motore muto, finì terzo a 23"1.

Una beffa amarissima, ma che va ricordata come una delle più grandi e determinate prestazioni di guida della storia della F.1, sul circuito più veloce del mondiale. Il miglior giro di Clark in corsa fu esattamente uguale a quello della pole: non era mai successo, non succederà mai più.

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