News / Regolarità
01 novembre 2000 | di Redazione Ruoteclassiche

QUATTRO PASSI CON MARZOTTO

Fra il 1947 il 1956, la Coppa d'Oro delle Dolomiti è stata una delle più importanti corse su strada, ma, soprattutto, è stata il feudo dei fratelli Marzotto, vincitori in tre occasioni, sempre su Ferrari. Giannino trionfò nel 1950 con la "195 S", Paolo nel 1952 e 1953 al volante, rispettivamente, della "225 S" e della "250 Mille Miglia".

Da oltre due decenni la prova di regolarità ripropone lo stesso fascino e richiama a Cortina d'Ampezzo un nutrito numero di equipaggi. Quasi novanta per l'ultima edizione, onorata dalla presenza di Giannino Marzotto alla cena di gala e disputata in due tappe: la prima di 260 km, per i valichi del Passo Falzarego, Col di Lana, Pordoi e Sella, prima di raggiungere la Vetta d'Italia a Predoi; la seconda, di soli 60 km, ha invece portato i concorrenti sul Lago di Misurina, attraverso l'impegnativo Passo Tre Croci.

Molte le vetture interessanti, fra le quali spiccavano la Cisitalia "202 MM Savonuzzi" di Okada-Noguchi, la Ferrari "500 TRC" (1957) di Caggiati-Fratta, la Ferrari "750 Monza" (1954) di Crippa-Caggiati e l'Alfa Romeo Sport (1951) di Arengi-Annoni.

Entrambi i gruppi in cui erano suddivisi i concorrenti hanno visto il successo di una Jaguar: nella categoria "professionisti" ha prevalso la "XK 120 OTS" di Fanti-Fanti, tra i "gentleman" la "XK 120 FHC" di Orlandini-Torricelli.

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