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22/12/2016 | di Redazione Ruoteclassiche
Question: Che cos’è una classic car?
Quando un’auto diventa classica? E’ sufficiente il dato anagrafico per darle un riconoscimento così importante oppure contano altri fattori? E quali? Ecco il punto di vista inglese, espresso dal The Telegraph. Prendendo a prestito una citazione di Italo Calvino, che usava queste parole a proposito dei libri, le classiche sono le auto che esercitano un’influenza particolare […]
22/12/2016 | di Redazione Ruoteclassiche

Quando un'auto diventa classica? E' sufficiente il dato anagrafico per darle un riconoscimento così importante oppure contano altri fattori? E quali? Ecco il punto di vista inglese, espresso dal The Telegraph.

Prendendo a prestito una citazione di Italo Calvino, che usava queste parole a proposito dei libri, le classiche sono le auto che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale. Nel mondo delle quattro ruote la riflessione non è del tutto oziosa: ci siamo mai fermati veramente a riflettere su cosa fa di un’auto una classica? L’età, il valore, le condizioni, il fatto che non paghi più il bollo? Non esiste una sola risposta. E un interessante articolo sul quotidiano britannico The Telegraph ci spiega perché.O, almeno, ci prova.

Tecnicamente, infatti, l’anno di produzione fa di qualunque vettura (e qualunque moto) una classica. Il primo criterio è quindi meramente anagrafico e burocratico: se un’auto ha gli anni per essere classificata come classica, entra di diritto nella categoria. Però difficilmente parleremo di “classica” riferendoci a un’utilitaria dei primi anni ’80, sebbene possa rientrare tecnicamente in questa definizione.

E allora? Può essere “classica” una vettura dotata di grande personalità e di successo commerciale (facendo un esempio vicino alla nostra conoscenza, la nuova Fiat 500) pur senza avere i requisiti anagrafici? Secondo qualcuno sì. Lo stesso concetto di età non basta a rendere una vettura classica: se così fosse, un’auto degli anni ’30 dovrebbe valere ed avere maggior rilevanza storica di una degli anni ’60 e ’70.

E poi ci sono altri criteri: l’importanza storica rende un’auto classica a prescindere? E la sua difficile reperibilità può essere un motivo per etichettarla automaticamente come classica? Le domande, come vedete, sono molte. E non esiste una risposta univoca. Anche perché ci sono dei marchi che fanno storia a sé. L’intera produzione di certe Case premium può essere definita classica ancor prima di rientrare nei canoni di importanza storica, come nel caso della Ferrari o di Porsche.

Il Telegraph si spinge oltre – magari in modo provocatorio e senza azzardare soluzioni -  analizzando anche come cambia il concetto di auto classica nel corso degli anni. E smontando il canone tipicamente occidentale della classica, ossia di una vettura ben tenuta e conservata (o restaurata) e usata come mezzo da parata, da usare solo per spostamenti eccezionali: basta fare un giro per le strade di Cuba, dove le vecchie auto americane degli anni 50 – che altrove godrebbero di tutt’altro status – vengono usate alla stregua di resistenti mezzi da trasporto a quattro ruote, senza badare certo alla manutenzione.

In sostanza, tutto è classico e nulla lo è. Sono i nostri criteri e la nostra cultura a dare un valore e un nome agli oggetti. E questi parametri – come le mode - cambiano in continuazione. O no?

Marco Gentili

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