Andrà in scena dal 6 al 7 marzo al Ritz Carlton di Amelia Island, in Florida, l’annuale asta organizzata da Broad Arrow che quest’anno vede una nutrita presenza di Porsche: non solo 356 e 911, ma anche altri modelli meno celebrati del marchio tedesco. Non c’è dubbio che sia in atto una trasformazione (o naturale evoluzione) dei gusti, che ora sta decisamente premiando le vetture prodotte tra gli anni 80 e 90. Ecco allora una selezione delle Porsche più originali, rare e interessanti che saranno tutte offerte con un prezzo di riserva e possono essere visionate insieme ad altre auto da sogno.
Firmata Singer
Quella con la valutazione più alta è sorprendentemente un esemplare non originale di fabbrica, ma frutto della reinterpretazione stilistica di Singer, celebrata azienda americana specializzata in trasformazioni su base 911. La Porsche 911 Targa “Blueberry” di Singer è stata realizzata sulla base di una 964 Carrera 4 Targa del 1991 con circa 4.500 ore di lavoro. Monta il classico 6 cilindri boxer raffreddato ad aria con cilindrata portata a 4.0 litri e completamente ricostruito con alberi a camme RS+, abbinato a una nuova centralina, un collettore di aspirazione di ceramica e uno scarico di titanio. Ci sono anche un assetto Öhlins e freni maggiorati Brembo, ma è a livello estetico che Singer dà il meglio, qui specialmente negli interni di pelle arancione e blu, sedili di carbonio e concessioni alla modernità come il sistema di infotainment con Apple CarPlay. Viene valutata tra 1.1 e 1.2 milioni di dollari.
Il prototipo da rally
Un pezzo di storia sportiva di Zuffenhausen è invece la Porsche 924 Turbo prototipo 0015 del 1978. Si tratta di una delle quattro vetture sperimentali create per sviluppare i motori turbo sulla meccanica transaxle e poi convertita in versione rally, con una partecipazione all’edizione 1979 di Monte Carlo (ritiro per problemi agli ammortizzatori) e del Safari Rally, dove si riuscì a omologare in tempo il turbocompressore. Successivamente, passata nelle mani di Sonauto, distributore Porsche per la Francia, venne rimontato il motore aspirato per farla partecipare alla Parigi Dakar, tentativo poi fallito. Dalla prima metà degli anni 80 questo raro prototipo ufficiale Porsche è stato conservato al Technik Museum Sinsheim fino al 2022, quando è stato acquistato dall’attuale proprietario. Ora è in vendita a un prezzo tra i 150 e i 200 mila euro.
Come un panino al würstel
Non è per tutti l’abbinamento colori degli interni scelto dalla RUF, storico preparatore Porsche, per questa RGT, primo modello basato sulla 996 GT3. Rosso scuro e senape sembrano infatti il condimento di un würstel, ma non c’è alcun dubbio che rendano unico questo esemplare, verniciato inoltre della tinta Mandarina Perlado, realizzata su ordinazione e in esclusiva. Gli interventi della RUF si estendono alla carrozzeria, con un kit estetico completo (paraurti, minigonne, spoiler più grandi e specchietti aerodinamici) e anche alla parte meccanica, con il sei cilindri boxer da 3.6 litri portato da 360 a 395 CV. Un’altra peculiarità di questa RUF è che è stata realizzata direttamente in fabbrica: non è una modifica a posteriori chiesta da un cliente, quindi porta il numero di telaio RUF W09 sulle 17 prodotte ed è anche una delle poche a trazione integrale. Immatricolata per la prima volta a Dallas, in Texas, nel dicembre 2002, ha circa 53 mila chilometri ed è proposta a 250-280 mila dollari.
Ha corso a Le Mans, Daytona e Sebring
Ha un pedigree sportivo con i fiocchi invece la 911 del 1965 che fu consegnata a un ex pilota di caccia della Seconda guerra mondiale, diventato medico e basato a Tampa, in Florida. Appassionato di corse, decise di trasformare la sua “daily” per partecipare alla 24 Ore di Le Mans del 1967, motivo per il quale ancora oggi la troviamo equipaggiata con roll bar, fari supplementari e sedili da corsa, oltre a uno scarico sportivo. Il Dr. Williamson, in coppia con lo specialista George Drolsom, dopo essersi qualificato con il 41º tempo, iniziò una clamorosa rimonta che li portò a concludere al 10° posto assoluto e primo di classe. Un’impresa quasi superata dall’ottavo posto generale alla 24 Ore di Daytona del 1969, dove concluse davanti a tutte le Porsche 908 ufficiali e ancora alla 12 Ore di Sebring, con un terzo posto di classe. Successivamente venduta a un collega e fermata in garage nel 1978, nel 1994 è riemersa dall’oblio diventando una star degli eventi sportivi riservati alle auto classiche negli USA. Del resto, una 911 del 1965 completamente originale in ogni sua parte, inclusi gli accessori dell’epoca, è qualcosa di veramente speciale e unico. Per questo gli esperti di Broad Arrow hanno lasciato ampio margine alla stima: da un minimo di 450 mila dollari a un massimo di 700 mila.
Una trasformazione costosissima
Il revival delle sportive anni 80 ha fatto tornare in auge anche un modello, la 911 Turbo “Slantnose” spesso snobbata, nonostante un design derivato dalla 935, la sua rarità e la sua costruzione artigianale. Le prime conversioni risalgono alla prima metà degli anni 80 ma è nel 1987 che il reparto Exclusive di Porsche lo rende ufficiale con il codice M505, un optional dal costo assurdo, pari a quello di una Porsche 944 nuova: ecco spiegato perché non capita spesso di vederne una, tantomeno cabriolet come questa. Ultimata a novembre 1988 e dotata di cambio a cinque marce con rapporti ravvicinati, volante con stemma Porsche colorato incastonato, differenziale autobloccante e sedili sportivi con regolazione elettrica dell’altezza, è rimasta con il proprietario originale in Ohio fino al 2010, anno della sua scomparsa. Ha percorso solamente 9.304 miglia (circa 15 mila chilometri) ed è proposta a 375-425 mila dollari.
Rarità da corsa
Per finire, la più rara del gruppo, ovvero la 968 Turbo RS, l’ultima di sole tre costruite. Rispetto a una normale 968 Turbo S stradale da 305 CV, qui i tecnici Porsche ne avevano estratti 360, oltre a un allestimento da corsa completo, composto da roll bar, sistema antincendio, serbatoio di sicurezza da 43 litri e cinture di sicurezza a sei punti. La descrizione riporta anche la presenza di accessori come antifurto, regolazione altezza fari e rivestimento di velluto del vano bagagli, anche se il resto della vettura è decisamente racing, per non parlare della livrea denominata “Bubbles” che è quella con la quale ha disputato l’ultima gara a Vallelunga nel 1994. Dopo anni in cui era scomparsa dai radar, torna in vendita dal collezionista che l’aveva comprata nel 2008 e, in quanto considerata la 968 Turbo RS più originale sopravvissuta, la richiesta è di 1 milione di dollari.