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08 febbraio 2010 | di Redazione Ruoteclassiche

RECORD DELL’ANNO, 9.000.000 DI EURO

La lunga crisi che ha caratterizzato l'economia mondiale nel secondo semestre del 2008 e per tutto il 2009 ha fatto sentire solo in parte i suoi effetti nel mondo delle aste di auto storiche. Prendendo spunto dal volume "Classic Car Auctions 2008-2009 Yearbook" di Adolfo Orsi e Raffaele Gazzi e integrando quei dati con i risultati delle aste più recenti del 2009, sono emersi alcuni elementi decisamente interessanti. Rispetto allo stesso periodo del biennio 2007-08, nei 18 mesi che arrivano fino a luglio 2009 (ultimo dato disponibile) le vendite all'incanto hanno fatto registrare più o meno lo stesso volume di affari: 313 milioni di euro contro 315, una tenuta sostanziale. E la percentuale di auto aggiudicate è scesa di due soli punti, da 73 a 71.

Praticamente scomparse dalle "top 100" le auto più vecchie (quelle costruite fino al 1904); lieve calo per le "Veteran" (1905-1918, da 11 a 8 esemplari in classifica), e una piccola risalita per le "Vintage" (1919-1930, da 12 a 15). Maluccio anche le "Post Vintage" (1931-1945, da 27 a 23) e le "Classic" (1946-1964, da 27 a 21), mentre sono apparse in crescita le "Post Classic" (1965-1974, da 18 a 26) e le "Moderne" (dal 1975 in poi, da 3 a 7). Analizzando l'andamento delle varie marche fra le "top 100" si scopre che il bilancio è negativo, sia pure di poco, per Ferrari (da 33 a 31), Alfa Romeo (da 5 a 4) e Maserati (da 2 a 1), mentre sono in forte calo Mercedes (da 10 a 4) e Rolls Royce (da 13 a 4); addirittura scomparsa l'Aston Martin (3 le auto presenti nel biennio 2007-2008).

Il trend è invece positivo per Duesenberg (da 8 a 10), ma soprattutto per Bugatti, che ha addirittura triplicato il suo volume (da 3 a 9), e per le "Cobra" (da 1 a 4). Bilancio in pareggio, invece, per Porsche (2 a 2) e Jaguar (1 a 1). Accanto alla conferma della Ferrari come mito intramontabile, va sottolineato il successo riportato dalle Bugatti "Atalante" (nel giro di un paio di mesi ne sono andate all'asta ben quattro, se pure a prezzi molto diversi), la ricomparsa delle Talbot Lago e il successo riportato da auto "evergreeen" come le AC "Cobra". Sono rimaste tra le quinte, negli ultimi diciotto mesi, le Porsche e le Maserati, soprattutto per mancanza di esemplari di pregio (evidentemente chi li ha, vista l'aria di crisi, ha pensato bene di tenerseli).

Fra le "Moderne" vanno segnalate le vendite di tre supercar prodotte in tirature limitatissime: una Bugatti "Veyron" , una McLaren "F1" e addirittura due Mercedes "CLK GTR" in versione chiusa e aperta. Per quanto riguarda la Jaguar, va detto che le "roaring fifties" come il prototipo "E2A" vanno sempre forte, mentre è in calo l'attenzione per la "XJ 220", una supercar che ha avuto il solo torto di venire alla luce nel momento sbagliato. A detta di esperti come David Gooding, Marc Souvrain (Artcurial), Steve Davis (Barrett-Jackson), James Knight (Bonhams) e Max Girardo (RM), i compratori si sono mossi con oculatezza, senza lanciarsi in spese folli, eccezion fatta per le "storiche" di livello eccelso, per le quali i contendenti si potevano contare sulle dita di una mano.

In molti casi, anziché comprare con la stessa cifra due vetture da restaurare, ha prevalso la volontà di fare un investimento, privilegiando l'acquisto di un esemplare già in perfette condizioni.

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