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09 febbraio 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Rétromobile 2015, in mostra la Bentley della “sfida impossibile”

Bentley ha avviato a Rétromobile 2015 i festeggiamenti per l’importante anniversario di un’impresa epica: il prossimo 13 marzo, infatti, saranno celebrati 85 anni dal trionfo di Woolf Barnato alla guida di una Bentley Speed Six contro il Train Bleu, il Calais-Méditerranée Express. Per l’occasione, il Salone parigino ha messo in esposizione una Bentley Speed-6 del 1930 con carrozzeria Gurney Nutting, ritenuta (ma negli ultimi anni sono emersi dubbi) la vettura della corsa.

Una gara leggendaria. Nel 1930 Barnato, finanziere, pilota gentleman, Bentley Boy ma, soprattutto, boss della Casa automobilistica dal 1926, era già entrato nella leggenda per aver vinto la 24 Ore di Le Mans del 1928 e ’29. Nei mesi dell’esplosione della crisi mondiale, dopo il Venerdì Nero di Wall Strett dell’ottobre ’29, in un’epoca ancora dedita alle imprese impossibili di piloti-cavalieri a bordo dei loro imbizzarriti cavalli d’acciaio, il manager britannico si lanciò nell’improvvida impresa nota come Blue Train Race.

Obiettivo di questo folle (del resto possibile considerate le pressoché inesistenti condizioni di traffico dell’epoca) e pericoloso tentativo di record era gareggiare contro Le Train Blue, un treno di lusso che faceva servizio tra Calais e la Costa Azzurra per strappare gli aristocratici inglesi dall’insopportabile inverno britannico e concedere loro un tranquillo, temperato e sfaccendato soggiorno sulle rive del Mediterraneo, in quel di Cannes.

Woolf Barnato, ardito, coraggioso e spavaldo all’inverosimile, consapevole della superiorità tecnica e prestazionale delle sue vetture, rese l’impresa ancora più emozionante: scommise (100 sterline) non solo che sarebbe arrivato in auto a Calais prima del Le Train Blue ma, addirittura, che prima dell’arrivo del convoglio sulla Manica, sarebbe giunto a Londra.

Barnato, in compagnia dell’amico golfista Dale Bourne, partì dal Carlton Hotel di Cannes nel tardo pomeriggio del 13 marzo. Alle 17.54 il treno partì dalla stazione di Cannes. Il gentleman inglese, finito il suo drink, prese il volante della sua Bentley Speed 6 con motore da 6,5 litri da 180 Cavalli e imboccò la direzione di Lione, Parigi e, infine, Boulogne, sulla Manica. La mattina dopo, verso le 10:30, arrivarono con un’ora di anticipo al traghetto per Folkestone, dall’altra parte del Canale.

Intorno alle 3.30 pomeridiane la Speed-6 si presentò al Conservative Club (di cui Bourne era socio), esattamente 4 minuti prima dell’orario previsto dell’arrivo del treno a Calais. Barnato e Bourne avevano scritto i loro nomi e quello di Bentley nel grande libro della storia motoristica mondiale: una cavalcata di 830 miglia (1340 chilometri) in 22 ore alla media oraria di 70 km/h. Vinse la scommessa ma dovette in seguito sborsare 200 sterline di multa per aver condotto una gara non autorizzata sul territorio francese.

Introdotta nel 1926, la Bentley Speed 6 era salita, nel 1929, al nobile rango di macchina da corsa. Il primo esemplare, noto come “Number 1” corse e vinse la 24 Ore di Le Mans. Non contenta, la stessa auto si presentò anche l’anno successivo e conquistò la vittoria assoluta (ancora con Barnato al volante). Tra il 1929 e il 1930 Bentley consegnò complessivamente 182 esemplari della Speed 6, "vestiti" con differenti tipologie di carrozzeria, opera di più atelier. Lo stesso Barnato commissionò all’azienda, per il suo uso esclusivo, numerose Speed-6, tutte rigorosamente configurate come esemplari unici.

Non è tutt’oggi chiaro se la Speed-6 esposta a Rétromobile (che Bentley utilizzò per i festeggiamenti ufficiali del 75esimo anniversario della corsa), sia la vera vettura che corse la Blue Train. Alcune ricerche hanno infatti evidenziato che Barnato guidò una versione berlina con carrozzeria H. J. Mulliner, poi passata alla storia come la Blue Train Bentley. Il 21 maggio del ’30 gli fu consegnata una Speed-6 Sportsman Coupe con carrozzeria di Gurney Nutting (macchina ritratta in un famoso quadro del pittore Terence Cuneo accanto al Le Train Blue), che Barnato battezzò Blue Train Special. Secondo alcuni studi, la vettura della Blue Train sembra sia stata ricarrozzata e utilizzata come vettura ufficiale per i test.

Alvise-Marco Seno

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