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29 luglio 2009 | di Redazione Ruoteclassiche

REVISIONI SOLO NEI CAPOLUOGHI

Revisioni biennali, come per tutti i veicoli usati, e non quadriennali come hanno sempre richiesto i collezionisti tramite i club. Non solo: dovranno essere eseguite esclusivamente presso la MCTC (Mororizzazione Civile) e non più nelle officine private abilitate. Questo in sintesi quanto ha deliberato lo scorso giugno, dopo anni di inutili discussioni, la commissione istituita per il settore dei veicoli storici presso la MCTC e che, salvo ripensamenti in fase attuativa, verrà adottato nel Nuovo Codice della Strada.

Di tale commissione facevano parte l'Asi, i registri di marca (Fiat, Lancia, Alfa Romeo) e la FMI per le moto. Come si giustifica questa scelta restrittiva che non trova riscontro negli altri Paesi europei? Secondo i vertici della Motorizzazione le revisioni quadriennali creerebbero disparità non giustificabili verso i possessori di altri veicoli usati. Inoltre, le "storiche" più anziane, con freni a tamburo o freno a mano collegato all'albero di trasmissione, non supererebbero le prove di frenata sui rulli: servirebbe il "decelerometro", che in genere le officine private non hanno (ma nulla vieta che possano dotarsene).

Per confutare questa tesi noi di Ruoteclassiche siamo andati a fare una prova sul campo, sottoponendo a revisione presso un'officina autorizzata un'Alfa Romeo "Giulietta Spider" del 1961. Risultato: tutti i test previsti per le normali revisioni - freni, ammortizzatori, fari, persino emissioni inquinanti (peraltro non richieste per le "storiche") - sono stati brillantemente superati, con valori molto al di sotto del limite. Grazie al collegamento telematico, i risultati di questa prova sono in possesso della Motorizzazione Civile.

Concentrare le revisioni delle "storiche" esclusivamente presso la Motorizzazione (presente solo nei capoluoghi di provincia) servirebbe soltanto a creare nuovi disagi e a scoraggiare il collezionismo amatoriale nel nostro paese.

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