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02 agosto 2012 | di Redazione Ruoteclassiche

RINVII E ANNULLAMENTI, LA CRISI PICCHIA DURO

Crisi economica e numero eccessivo di eventi hanno generato annullamenti o "rinvii a data da destinarsi", cioè a chissà quando. Manifestazioni che schieravano al via almeno un centinaio di vetture oggi si ritrovano con poche decine di concorrenti. Le gare blasonate, seppur con fatica, tengono duro: tuttavia, vedere solo 26 partenti in corse come la Stella Alpina d'inizio luglio (bella e di grande tradizione) mette tristezza. La crisi penalizza tutti gli eventi riservati alle "storiche", turistici, di regolarità e di velocità. La più colpita è la velocità in salita: dopo l'annullamento della Caprino-Spiazzi, l'Ac di Viterbo ha cancellato una delle gare più celebri d'Italia, la Rieti- Terminillo, che sarebbe giunta nel 2012 alla 51ª edizione.

Dal 7 al 21 luglio, erano a calendario Csai ben quattro salite storiche: la Cronoscalata della Marmolada e la Giarre- Montesalice-Milo sono state annullate; la Silano-Pradarena-Lucca rinviata (si spera) a ottobre e la Termini-Caccamo a data da destinarsi. La Aosta-Pila, prevista per fine agosto, è stata cancellata. Anche la regolarità sta soffrendo: lo scorso 28 maggio, Francesco Falorni, ideatore del Challenge Profumi&Sapori e di gare come il Trofeo Val Vezzeno, ha annunciato la cancellazione della Coppa del Gutturnio, prevista il 3 giugno, con solo 14 iscritti. Falorni ha deciso di ritirarsi, per "i continui aumenti dei costi organizzativi, le sempre maggiori difficoltà burocratiche imposte da Csai e Province e, soprattutto, la crisi economica che rende impossibile la ricerca di sponsor e riduce notevolmente il numero dei partecipanti".

In questo sconfortante panorama viene spontaneo chiedersi perché il numero di gare sia in continuo aumento, con spiacevoli concomitanze. Scorrendo il calendario di Ruoteclassiche si scopre che nella seconda settimana di maggio, in Italia, si sono disputate 29 manifestazioni turistiche o di regolarità e altrettante la settimana successiva, Mille Miglia compresa. Anche nei primi due weekend di giugno le gare sono state una trentina a settimana. Sarebbe auspicabile che Comuni e Province fossero meno disponibili nell'autorizzare manifestazioni che la legge spiega chiaramente essere abusive. Posto che Asi e Csai non si confrontano sulla stesura dei calendari, i requisiti per organizzare manifestazioni, anche turistiche, devono essere più restrittivi, allo scopo di contenere l'incontrollabile aumento degli eventi.

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