Se provaste a chiedere a un bambino - ecco, magari non a uno di adesso - qual è la vettura più lussuosa del mondo, l’automobile con la “a” maiuscola, quella che rappresenta il massimo possibile immaginabile, la risposta non potrebbe che essere Rolls-Royce. Simbolo incontestabile di un’eleganza e di una cura costruttiva riservata ai tempi a Capi di Stato, Imperatori e personalità di spicco, non solo per una mera questione economica, ma proprio per lo status che le imponenti vetture britanniche donavano ai possessori.
Un incontro tra due “R”
Un meccanismo che funzionava anche al contrario: una Rolls-Royce è sempre stata un’auto al di fuori della normalità e delle leggi di mercato, come una sorta di club dell’eleganza e della raffinatezza al quale non era consentito l’accesso a tutti, all’insegna di una “noblesse oblige” che determinava una selezione naturale nella clientela. Era il 15 marzo 1906 quando Charles Rolls ed Henry Royce decisero di fondare un’azienda automobilistica destinata a diventare la più esclusiva al mondo, due anni dopo il loro primo incontro, il 4 maggio a Manchester. Due date, due nomi e due R per un marchio che, sotto l’egida della “Spirit of Ecstasy” - l’iconica statuetta in stile Liberty che, dal 1911, andrà a decorare la sommità dell’altrettanto mitica calandra a forma di tempio greco - ha scolpito pagine memorabili della storia dell’automobile.
La Silver Ghost, “l’auto migliore del mondo”
Henry Royce si era già cimentato nella costruzione della 10 H.P., mentre Charles Rolls era alla disperata ricerca di un'auto di alta qualità, di fabbricazione britannica, da vendere nella sua fiorente concessionaria londinese. Dalla loro unione, complice lo zampino di un amico comune, prese il via la produzione di vari modelli, tra i quali la prima a conquistarsi uno status importante è stata la Silver Ghost prodotta dal 1907. Il suo vero nome era "40/50 HP", ma il soprannome - coniato dal direttore commerciale dell’epoca, Claude Goodman Johnson - celebrava allo stesso tempo la sua silenziosità leggendaria (che diventerà un caposaldo del marchio) e la carrozzeria argentata del primo esemplare. Montava un motore a 6 cilindri in linea da 7.031 cm³ (poi portato a 7.428 cm³) con circa 48 CV e fu dichiarata dalla rivista Autocar come "la migliore auto del mondo", dopo aver completato 15 mila miglia senza un solo guasto meccanico. Fu anche utilizzata come base per il primo autoblindo della storia, usato in entrambe le guerre mondiali.
Dalla Twenty alla Phantom III
Non dimentichiamo infatti che Rolls-Royce vendeva telai completi di motore e meccanica, ma lasciava il compito di carrozzarli agli specialisti che potevano così dar vita a esemplari unici, cuciti su misura per i prestigiosi clienti. Nel 1922 viene lanciata la Twenty, una Rolls-Royce relativamente più “economica”, e tre anni più tardi la Silver Ghost viene rimpiazzata dalla Phantom I, la prima di una dinastia durata sette generazioni. Merita di essere citata la Phantom III (1936–1939), l’ultima Rolls-Royce pre-bellica e l'ultima progettata sotto l'influenza diretta di Henry Royce, che morì poco prima dell'inizio della produzione. Fu la prima Rolls-Royce stradale con un motore V12, così ben bilanciato che si diceva fosse possibile mettere una moneta da un penny di taglio sul radiatore, a motore acceso, senza che cadesse. È anche l'auto di Goldfinger nell'omonimo film di James Bond.
La rivoluzione del dopoguerra
Dal 1939 al 1945, il marchio si concentrò esclusivamente sulla produzione di motori aeronautici (il leggendario Spitfire era spinto da un Rolls-Royce Merlin) per ritrovarsi, nel primo dopoguerra, di fronte a uno scenario commerciale completamente cambiato che richiedeva un approccio diverso. Ecco allora che, dopo la Silver Wraith del 1946, vede la luce, nel 1949, la Silver Dawn, la prima Rolls di sempre venduta anche con la carrozzeria e con molti parti di telaio e carrozzeria in comune con la Bentley. Allo stesso tempo, con la Phantom IV - prodotta dal 1950 al 1956 in soli 18 esemplari - si continua la tradizione di vetture destinate alle Case Reali: la prima di esse viene regalata alla Principessa Elisabetta di York, futura Regina Elisabetta II che l’utilizzerà fino al 2002, e tra i proprietari più famosi della Phantom V ci sarà anche John Lennon. La Rolls Royce che però diventa protagonista del jet-set tra gli anni 60 e 70 è la Silver Shadow, prodotta dal 1965 al 1980 e preceduta dalla Silver Cloud che i fan di Bud Spencer e Terence Hill ricorderanno irriverentemente elaborata e riverniciata nel film “Non c’è due senza quattro”.
La Rolls rock ‘n roll
Ma torniamo alla Silver Shadow, prima Rolls-Royce “moderna”, con telaio monoscocca e campione di vendite nel corso della sua carriera, grazie anche alle sospensioni idrauliche autolivellanti (che le conferivano un effetto “tappeto volante”) e un solido V8, prima di 6.2 e successivamente 6.75 litri. La sua fama, paradossalmente, nasce dal fatto di essere stata molto popolare tra le rockstar degli anni 70, a dimostrazione di un cambio epocale anche nella clientela dell’elitario marchio inglese: tra le leggende metropolitane, quella guidata dentro una piscina da Keith Moon, batterista dei The Who. Le decadi successive vedranno vicissitudini societarie che porteranno alla divisione tra ramo aeronautico e automobilistico, con quest’ultimo che sarà prima nazionalizzato, poi acquistato dalla Vickers e venduto nel 1998 alla Volkswagen e ancora, nel 2002 alla BMW.
I tempi moderni
Sarà proprio sotto la guida tedesca che la Rolls-Royce vivrà una rinascita, con la Phantom VII, caratterizzata dal telaio di alluminio e il V12 aspirato prodotto - sacrilegio - a Monaco di Baviera. Un’auto moderna che non rinnega minimamente i valori del marchio e seduce i clienti con dettagli esclusivi, come il vano ventilato nelle portiere dove far asciugare l’ombrello e i coprimozzi auto-livellanti. Oggi le Rolls-Royce passano con disinvoltura dai grattacieli di Dubai ai garage dei rapper, ma è inevitabile pensare con un po’ di nostalgia ai tempi in cui le loro eleganti silhouette facevano da sfondo ad aristocratici pic-nic nella campagna inglese, ospitavano le personalità più in vista dell’epoca o venivano dissacrate dai divi del rock. La Rolls- Royce è stata capace di superare tutto con la sua classe infinita e, così come ha fatto da sfondo ad alcuni dei fatti più importanti del Novecento, continuerà a farlo anche nel nuovo millennio.
