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Rolls-Royce Silver Shadow: lusso anni 60

Sfogliare la lista di coloro che hanno posseduto o utilizzato una Rolls-Royce Silver Shadow è fare un viaggio nel jet-set degli anni 60, dove la lussuosa berlina inglese era di casa. Da quella cabriolet di Muhammad Ali a quelle possedute da varie rockstar (Paul McCartney, Elton John, Freddie Mercury), come pure top model come Kate Moss e attori come Michael Caine. Insomma, la Silver Shadow era ed è una vera diva.

La prima con scocca portante

Anche se alle signore non si dovrebbe chiedere l’età, la Silver Shadow, introdotta nel 1965, festeggia 60 anni, portando con sé un fascino tutto suo e un bagaglio di innovazioni per la Rolls-Royce che la rendono speciale sotto vari punti di vista. La necessità di rinnovamento rispetto alla Silver Cloud era particolarmente sentita ed è così che viene introdotto per la prima volta su una Rolls la scocca portante, mentre gli antiquati freni a tamburo ora lasciano il posto a quelli a disco sulle quattro ruote. Anche le sospensioni fanno un salto di qualità: ruote indipendenti, componenti elastici e un sistema autolivellante idraulico sui due assi simile a quello delle Citroën.

V8 e cambio automatico

Tutto all’insegna della tradizione, invece, sotto al cofano: il motore, infatti, era lo stesso della Silver Cloud III, ovvero un V8 con bancate a 90° da 6.230 cm3 alimentato a carburatori, con potenza e coppia non dichiarate, abbinato a un cambio automatico a quattro marce Hydramatic e poi, dal 1968, con l’introduzione del V8 “6.750”, a tre rapporti GM, con convertitore di coppia. Servosterzo, vetri elettrici e aria condizionata erano di serie e se ciò sembra scontato, in realtà sulla Silver Cloud inizialmente non erano disponibili nemmeno come optional. Superfluo, invece, descrivere l’opulenza degli interni, da sempre uno dei punti forti della Rolls-Royce e anche qui confermati, tra inserti di radica e pelle Connolly.

Aumenta la cilindrata

Nel 1969 viene introdotta la versione a passo lungo (con e senza divisori), riconoscibile per la presenza quasi totale del tetto di vinile, insieme ad altri aggiornamenti: il più importante riguarda il motore che cresce di cilindrata a 6.750 cm3, mentre le sospensioni autolivellanti rimangono solo al retrotreno. Esternamente, vengono introdotti due fendinebbia rotondi ed eliminate le prese d’aria anteriori, mentre l’abitacolo presenta una nuova plancia, più funzionale.

Cambia la serie

La seconda generazione della Silver Shadow arriva nel 1977, ma non stravolge i contenuti, anche perché va detto che per la tradizionalissima clientela Rolls-Royce il passaggio dalla Cloud alla Shadow era già stato visto come rivoluzionario. I due carburatori SU restano gli stessi sino a fine carriera per le vetture europee, mentre l’iniezione elettronica viene riservata solo agli esemplari destinati al mercato Nordamericano. Le due novità principali della generazione ruotano attorno all’adozione dello sterzo a cremagliera, che migliora la guidabilità dell’auto, e del sistema di climatizzazione automatica, da poco sperimentato sulla “Camargue”. Poi nel 1981, la carriera della Silver Shadow si chiude.

Per la realizzazione del servizio, si ringrazia Mauro Borella. 

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