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11 settembre 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Ruote nella Storia fa tappa a Soncino (CR)

Il settimo appuntamento di “Ruote nella Storia”, domenica 9 settembre, ha condotto una quarantina di equipaggi alla scoperta della campagna cremonese e di Soncino, piccolo borgo dove il rigore tardo rinascimentale dei presidi militari e fortilizi dialoga con le architetture religiose e i loro calligrafici apparati decorativi cinquecenteschi.

I motori fanno cultura. Il percorso, un'unica tappa di circa 80 chilometri, è stato articolato lungo il magnifico anfiteatro naturale dei fiumi Po e Oglio, dove le cascine e le opere irrigue testimoniano una presenza diffusa sul territorio e radicata nella memoria collettiva in modo quasi ancestrale. Il format proposto Aci Storico in collaborazione con Automobile Club Cremona, ha dunque unito il piacere del viaggio e la passione per le auto d'epoca, alla conoscenza di un territorio. Con tante sorprese, culturali come detto ma anche motoristiche.

Cavallino di razza. A partire dalle auto che, sin dalla prima mattina si sono date appuntamento a Cremona, in Largo Boccaccino, all'ombra del Torrazzo, la torre campanaria simbolo della città. Sguardi ammirati sono stati catalizzati dalla meravigliosa Ferrari 375 MM Spider Pinin Farina del 1953 appartenuta a Piero Scotti. Ha una storia "esotica". Il pilota toscano la fece esordire con un successo, in coppia con Giuseppe Farina, alla 12 ore di Casablanca nel dicembre 1953 ma nel suo palmares spicca anche il G.P. del Senegal, a Dakar nel marzo 1954. Con il fiorentino disputò molte gare: Mille Miglia, Coppa della Toscana, G.P. di Roma, Coppa della Consuma, G.P. di Siracusa ed altre ancora, riuscendo spesso a cogliere la vittoria. "A Ruote nella storia - spiega il suo pilota - verifichiamo che tutto sia a posto, dopo che una importante realtà cremonese si è occupata di risolvere alcuni problemi meccanici. La prossima settimana questa stessa auto dovrà competere al Gran Premio Nuvolari. Siamo soddisfatti delle indicazioni che abbiamo raccolto oggi".

Vecchietta arzilla. Il primato dell'auto più anziana, invece, va alla Ermini 1100 Sport."È la prima costruita dal tecnico fiorentino. Unisce un bel telaio tubolare prodotto dalla Gilco, ad un motore speciale con testata bialbero e ad una carrozzeria leggera ed aerodinamica in alluminio. Questo esemplare ha partecipato alla gara della freccia rossa, alla Coppa Toscana e a tanti altri importanti eventi".Ad estremi opposti, in un gioco motoristico a schema libero, non mancano utilitarie, come Fiat 500 e Citroen 2cv, molto amate dai giovani, oppure la muscolosa Corvette C4 con un poderoso motore di 5700 centimetri cubici. Ed ancora Ferrari e Porsche, Lotus o altre fuoriserie che solo da poco hanno superato i vent'anni. In una giornata ancora estiva si è rinnovato il confronto tra spider italiane, inglesi e tedesche, dall’impostazione tecnica e stilistica spesso diversissima ma accomunate da innegabile eleganza. Non meno aristocratiche le granturismo, come la Flaminia GT Touring o la Fulvia Zagato. Aggressive e spettacolari le auto da rally. Leonardo Adessi, presidente AC Cremona ha partecipato con una Opel Ascona dall’importante passato agonistico. A far da damigelle, le Mini Cooper e le Lancia Delta Integrale. Insomma quanto basta per far sognare curiosi e appassionati.

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