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01 November 2001 | di Redazione Ruoteclassiche

SALTO DI QUALITÀ

Con la "Fulvia" in gara non ha chance: così, nel '75, un pilota genovese decide di passare all'Alpine, più moderna e competitiva e la conserva ancora oggi. Motore a sbalzo di 1.6 litri, carrozzeria di vetroresina, un assetto efficace. Ha un'agilità straordinaria e una meccanica robusta, ma richiede una guida precisa.

Il sodalizio tra Carlo Guastavigna, quarantottenne direttore di banca di Genova, e questa agile "A110 1600 S" risale a molti anni fa. Guastavigna, che iniziò a gareggiare a 21 anni nel 1974, dopo una prima deludente esperienza con la Lancia "Fulvia Coupé HF 1600", decise di affrontare gli avversari ad armi pari passando a una di quelle meravigliose "A110 1600 S" che lo battevano regolarmente. "L'ho trovata nel '75 presso il preparatore Giada di Lavagna" racconta Guastavigna.

"Era in condizioni ottime; l'unico elemento non conforme era la verniciatura: il blu Francia metallizzato d'origine era stato rimpiazzato dal bianco che vedete oggi. Era comunque un po' tutta da preparare: mentre i precedenti proprietari ne avevano fatto un uso turistico, io volevo riportarla in gara, ma erano necessari una messa a punto generale e un po' di assetto". La "francesina" affrontò così le sue prime gare in salita, un tipo di tracciato in cui questa leggerissima vettura sportiva con carrozzeria in vetroresina si trova completamente a proprio agio. Con il suo motore da 1,6 litri a sbalzo e il 60% del peso al retrotreno, la "A110 1600 S" offre infatti sempre una buona tenuta e una grande maneggevolezza.

I primi problemi sorsero quando Guastavigna decise di affrontare le gare di velocità in pista, poiché i freni andavano in crisi e le pastiglie si cuocevano: nonostante il peso ridotto (solo 735 kg con il rollbar), la "1600 S" infatti non ha mai avuto una gran frenata. "Col tempo", racconta Guastavigna, "imparai qualche segreto: pastiglie dure da pista, oli speciali, regolazioni specifiche. Bisognava avere sempre due treni di gomme: uno in buono stato, scolpito, per la pioggia e uno liscio da asciutto, come le Michelin ŒXASS FF' a mescola tenera, il più possibile usurate; solo nel '79 infatti furono ammesse le gomme slick".

Carlo Guastavigna padroneggia la vettura con la sicurezza di chi la conosce da sempre. "Essendo l'avantreno piuttosto leggero, nell'inserimento in curva si ha un accenno di sottosterzo, che scompare accelerando; si passa anzi al sovrasterzo abbastanza bruscamente. È un'auto agile e leggera: l'assetto e la geometria delle sospensioni sono molto validi, il cambio a 5 marce sincronizzato è un po' lento, ma non fragile, il motore, ad aste e bilancieri derivato dalla Renault '16 TS', è molto robusto, sebbene nell'uso stradale tenda un po' a surriscaldarsi".

Terminate le gare nel '79, Carlo Guastavigna ha continuato a usare la Alpine come auto di tutti i giorni, senza sostituire il motore, rimontando lo scarico di serie e installando dei fari supplementari per disputare alcune gare di regolarità in notturna.

Motore 4 cilindri in linea - Alesaggio 77 mm - Corsa 84 mm - Cilindrata 1565 cm3 - Rapporto di compressione 10,25:1 - Potenza 138 CV SAE a 6000 giri/min - Aste e bilancieri - Due carburatori invertiti doppio corpo Weber 45 DCOE - Alternatore-batteria 55 Ah.
Trasmissione Trazione posteriore - Cambio a 5 marce sincronizzate -Rapporto al ponte 3,37:1 (8/27) - Pneumatici 165-13.
Corpo vettura Coupé 2 posti +2, due porte - Carrozzeria portante in vetroresina - Avantreno a ruote indipendenti, trapezi, barra stabilizzatrice - Retrotreno a ruote indipendenti, bracci triangolari, puntoni di reazione - Molle elicoidali -Ammortizzatori idraulici telescopici, doppi al posteriore Freni a disco - Sterzo a cremagliera.
Dimensioni e peso Passo 2100 mm - Carreggiata anteriore 1363 mm - Carreggiata posteriore 1325 mm - Lunghezza 3850 mm - Larghezza 1520 mm - Peso a vuoto 680 kg.
Prestazioni Velocità 215 km/h - Consumo medio 10 l/100 km.
TAGS Alpine
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