Speciale Maserati, 110 anni di sfide - Ruoteclassiche
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06/07/2024 | di Andrea Stassano
Speciale Maserati, 110 anni di sfide
In questa pubblicazione ripercorriamo la storia del glorioso marchio italiano, nato dall'iniziativa dei fratelli di Voghera e poi cresciuto per merito di grandi successi nelle corse. Diversi i passaggi di proprietà, alla famiglia Orsi, alla Citroën, all'imprenditore de Tomaso e poi alla Fiat/FCA. Una saga che ha conosciuto diverse fasi alterne, ma pure la realizzazione di stupende GT, che andremo ad analizzare in tutte le loro sfaccettature
06/07/2024 | di Andrea Stassano

Il numero di luglio di Ruoteclassiche, oltre all'allegato Icone Supercar, offre anche lo "Speciale Maserati - 110 anni di sfide", disponibile in abbinata alla rivista a 12,90 euro (6,90 euro, più 6 euro del fascicolo di luglio). Si tratta di una monografia sul glorioso marchio del Tridente, che abbraccia, come detto 110 anni di storia, partendo dalle origini, quando la Casa era una semplice officina, fino alla trasformazione industriale in costruttore. Vi racconteremo i passaggi più importanti di questa affascinante saga, i momenti difficili, quelli entusiasmanti legati alle vittorie sulle piste di tutto il mondo. Tracceremo un profilo dei fondatori, i fratelli Maserati, quello dei piloti, dei tecnici e dei manager che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle vicende, a fasi alterne, del marchio. Una Casa che ha avuto momenti bui, ma che è sempre riuscita a risollevarsi, puntando sull'innovazione, sul design, ma pure su una luminosa tradizione, oltre che sulla passione di chi vi ha sempre lavorato con grande dedizione.

Gli albori. Tutto parte dal primo dei fratelli Maserati, Carlo, che comincia a tradurre nei fatti la sua passione per la meccanica. La sua prematura scomparsa, nel 1910, non frena la famiglia, perché il testimone passa ad Alfieri che, insieme agli altri fratelli (Bindo ed Ettore) arrivati da Voghera, avviano un'attività in proprio per la produzione di candele. Progetti che prendono forma sul finire del 1914, quando vengono individuati, nel centro storico di Bologna, i locali idonei ad allestire la prima officina. Nasce la Società Anonima Officine Alfieri Maserati, gli albori del glorioso marchio. Si riparano automobili, ma nel maggio del 1915 l'Italia entra in guerra: uno dopo l'altro, Alfieri, Ettore ed Ernesto sono chiamati a indossare la divisa. Si ritroveranno nel 1918, con l'officina chiusa, ma tante idee da realizzare.

La prima auto. Dopo la guerra l'officina viene trasferita fuori Bologna, in locali più ampi. Si continuano a produrre candele, senza dimenticare però la vera passione dei fratelli Maserati: le corse. L'avventura è ufficialmente iniziata, e si cominciano a elaborare vetture già esistenti. Alfieri corre e se la cava bene. La Diatto si accorge dei fratelli di Voghera e affida loro la gestione del proprio programma sportivo. Ma solo nel 1926 prende vita la prima Maserati: si chiama Tipo 26, è un'auto da corsa, e in realtà si tratta di una Diatto trasformata. Anche il simbolo della Casa, il Tridente, nasce in quel periodo.

Motori sovralimentati. Con la Tipo 26 e le sue derivate, la Maserati si fa un nome e dei clienti privati. Alfieri punta forte sui motori sovralimentati mediante compressore volumetrico, ma l'evoluzione non si ferma. neppure dopo la sua morte, nel 1932. Dalla Tipo 26 si passerà alla V4, che adotta un V16, costituto da due unità a otto cilindri. Si guarda ai record e Oltreoceano, alla famosa corsa di Indianapolis. Arrivano le vittorie, ma già è in cantiere una nuova generazione di auto a otto cilindri. Nel 1933 la Maserati fornisce le sue macchine a Tazio Nuvolari, che firma grandi imprese e fa crescere la fama del marchio.

Cambio di proprietà. Nel 1937 la famiglia Maserati cede il pacchetto azionario all'imprenditore modenese Adolfo Orsi. Una scelta imposta dalle difficoltà economiche dell'azienda e dai venti di guerra. Sotto la nuova proprietà nasce la Tipo 8CTF, con motore a 8 cilindri 3.0 sovralimentato, vettura competitiva, ma fragile. Inizia così il periodo d'oro della Maserati, che porterà il marchio italiano a vincere addirittura la 500 Miglia di Indianapolis, nel 1939 e '40.

Si riparte. L'azienda sarà in grado di superare le difficoltà della guerra, ripartendo con le A6GCS e A6GCM. Si comincia pure a realizzare una sportiva stradale in pochissimi esemplari (la A6GCS/53). Negli anni 50 le corse vanno sempre meglio, con la monoposto 250 F, progettata dal valente ingegner Giulio Alfieri, che porterà al Tridente l'ambito titolo mondiale di F.1 (1957), anche grazie alle straordinarie doti dell'asso argentino Juan Manuel Fangio. Pure con le Sport-prototipo arrivano grandi soddisfazioni in gara. È l'apogeo del marchio, ma da lì inizia il brusco declino, fino ad arrivare nel 1971 alla cessione della Maserati da parte della famiglia Orsialla Citroën.

Non solo corse. Facendo un passo indietro, già durante la seconda guerra si comincia a pensare a una sportiva stradale. Che arriva nel 1947, con la A6 1500 Gran Turismo, realizzata su ordinazione. Parte da lì la tradizione delle GT del Tridente, che diventeranno leggendarie. Il salto di qualità arriva nel 1957 con la 3500 GT della Touring, con motore a sei cilindri, che può essere prodotta in numeri rilevanti grazie a nuove tecniche di assemblaggio(prima la costruzione era artigianale). Seguiranno altri modelli di successo, come la Sebring (1962) e, soprattutto, la Mistral (1963), innovativa e splendida nella sua veste disegnata da Pietro Frua. Nel1963 vede la luce anche un altro cavallo di battaglia del marchio, la berlina Quattroporte.

Verso i "70". Dopo le bellissima Ghibli di Giugiaro e la Mexico (sempre 1966), si passa a inizio anni 70 alla gestione Citroën. Arriva, sull'onda della concorrenza, anche la Bora, prima Maserati stradale a motore centrale e retrotreno a ruote indipendenti. Il motore è un V8 4.7 da 310 CV. Per aumentare i volumi, si pensa anche alla Merak, dotata del più piccolo V6: ma imperversa la crisi petrolifera... Dopo la Khamsin di Bertone e la Kyalami, la Maserati viene posta in liquidazione dai francesi. La proprietà viene rilevata nel 1975 dall'argentino Alejandro de Tomaso. I conti dell'azienda sono in rosso fisso: nascono però progetti importanti, come quello della Quattroporte III e, soprattutto, della Biturbo. Quest'ultima, davvero geniale, viene però realizzata troppo in fretta e verrà messa fuori gioco commerciale dai problemi iniziali di affidabilità. De Tomaso fa acrobazie per assicurare un futuro alla Maserati, poi nel 1989 trova un accordo con la Fiat.

Energia da Torino. Dopo Eugenio Alzati, tocca a Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, a gestire il rilancio del Tridente. I modelli sono la Quattroporte Evoluzione, la 3200 GT (Coupé e Spyder), e la velocissima MC12, queste ultime equipaggiate con motori del Cavallino. Il marchio fondato dai fratelli Maserati passa in orbita Ferrari tra il 1997 e il '99, per poi tornare nel 2005 alla Fiat, che, nel 2014, diventa FCA. Il resto, con il passaggio del Tridente al gruppo Stellantis nel 2021, è storia di ieri. Buona lettura.

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In copertina su Ruoteclassiche di luglio la Mercedes 710 SS con cui abbiamo partecipato alla 1000 Miglia. I 50 anni della VW Golf e della Scirocco raccontati da Giugiaro, le origini del turbocompressore, il confronto tra la Fiat 600 D Multipla e la sua versione Taxi e un ricordo del progettista Carlo Chiti a cent'anni dalla nascita. Allegato a Ruoteclassiche, l'ultimo volume della collana Icone, dedicato alle supercar, oppure il fascicolo sui 110 anni della Maserati. Ve li consigliamo entrambi
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