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09 ottobre 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Toyota Land Cruiser 70, la Continuation Series in salsa sushi

Anche Toyota cede al fascino del passato e su pressione della clientela resuscita uno dei suoi fuoristrada più noti in occasione dei 30 anni di questo modello. Un’altra auto d’epoca costruita oggi. È la conferma di una nuova tendenza?

Il grande e apprezzato Toyota Land Cruiser 70, morto, dissepolto e resuscitato, amplifica ulteriormente quella che pare una tendenza sempre più apprezzata: riprodurre oggi auto uscite di produzione da parecchio tempo. Ma mentre fino a ieri se ne parlava solo per rari (e costosissimi!) oggetti del desiderio automobilistico, il gigante giapponese apre invece la strada a proposte a misura di cliente. Il recente lancio della serie speciale commemorativa per il 30° anniversario della nascita del Land Cruiser 70 (una "ricostruzione" con qualche miglioramento rispetto al modello prodotto dal 1984 al 2004 con vari aggiornamenti) dipinge infatti scenari nuovi.

Quale senso può avere la decisione di riportare in produzione un'automobile che ha già fatto il suo tempo ed è stata sostituita dalla generazione successiva, più comoda, più attraente, più veloce, più efficiente, meglio equipaggiata? Tantissimo, evidentemente, se è il mercato a chiederlo.

Tutto sommato non succede niente se si tratta iniziative messe in campo da costruttori di piccolo calibro e che ambiscono, semplicemente, a una clientela che tratta l'auto come una passione. Questi giocattoli per adulti hanno tuttavia diritto di esistere, come dimostrano la Morgan Threewheeler, la Lola T70 MK3 B Continuation, la Shelby American Cobra 289 o, infine, la recentissima NUOVA Jaguar E-Type Lightweight (una mini produzione di 6 esemplari che va a continuare, e concludere, la produzione delle 12 vetture iniziata nel '63 e conclusasi un anno dopo).

LEGGERMENTE AGGIORNATO (FIN TROPPO?)
Il Land Cruiser 70 lanciato a fine agosto da Toyota, e che sarà prodotto per un solo anno, risponde alle richieste pressanti del mercato giapponese, ancora triste per il pensionamento di quello che considera uno dei fuoristrada più iconici di sempre. È costruito presso lo stabilimento di Toyota Auto Body Co. e riprenderà, quasi "pedissequamente", il modello entrato in produzione nel 1984, seppur con qualche miglioria moderna: calandra, cofano motore e fari anteriori sono leggermente modificati. Anche la sicurezza è migliorata, con l'aggiunta dell'ABS e degli airbag. Meccanicamente, monta un V6 4.0 litri (231 CV, 360 Nm, consumo medio di 6,6 l/100 km) abbinato esclusivamente al cambio meccanico a 5 marce. È disponibile in due versioni di carrozzeria: Van e Pick-Up.

NUOVA O D'EPOCA?
Con un prezzo di 3,6 milioni di Yen (26.200 euro) l'iniziativa assume un'importanza più elevata di quanto si possa pensare. E significa che, dato un buon numero di componentistica ancora disponibile e un parco clienti con un adeguato livello di desiderio, qualsiasi costruttore potrebbe pensare di rilanciare un proprio modello iconico. Un'ottima leva di marketing e una soluzione per liberarsi di cataste di ricambi.

Il punto, da un punto di vista della valutazione del prodotto, è di non poco conto. È un'auto moderna o un'auto d'epoca? Il problema non si è mai posto nel caso del Volkswagen Maggiolino, prodotto fino al 2003 (l'ultimo esemplare porta il numero 21.529.464) ma con, più o meno, gli stessi contenuti tecnici e stilistici del modello degli Anni 70 e 80. La Toyota Land Cruise 70 invece apre uno scenario diverso: è un'auto di 30 anni (quindi potenzialmente d'epoca) ma con alcuni miglioramenti di carattere moderno.

L'interrogativo è aperto: potrebbe essere considerata una vettura storica anche se prodotta oggi? E come la mettiamo con gli aggiornamenti tecnici? Nondimeno, questo tipo di progetto apre la strada a qualsiasi altro tipo di iniziativa. Se il mercato lo chiedesse, qualsiasi costruttore potrebbe lanciarsi nel revival di un'auto di qualche decina di decenni fa: la Fiat 500, la Citroen 2CV, la Renault 4, la Golf GTI MK1, l'Alfa Romeo Duetto, la Lancia Fulvia Coupé... I puristi griderebbero al massacro di un'icona ma i fashion victim e i consumatori disperatamente alla ricerca continua di nuovi trend potrebbero ritrovarsi "cucinati" al punto giusto.

Alvise-Marco Seno

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