Auto
30 giugno 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Trent’anni di 440, una Volvo d’avanguardia

Tagliato il traguardo dei trent'anni, la Volvo 440 diventa a tutti gli effetti storica, entrando definitivamente nell'immaginario collettivo.

Era il giugno del 1988 quando fu svelata al pubblico. Alla presentazione, fu subito chiaro che si trattava di una sobria berlina a una cinque porte dall'impronta decisamente familiare, solida e costruita con cura, nel pieno rispetto della tradizione del marchio svedese.

La consacrazione della trazione anteriore. La progettazione beneficiava dell'esperienza accumulata con lo sviluppo della 480 sport coupé, con la quale condivideva l'impostazione di massima e lo schema a trazione anteriore, ritenuto più adatto per un'automobile che avrebbe dovuto soddisfare le esigenze più disparate.

Entusiasmo alle stelle. Ai piani alti della Volvo, si iniziò a lavorare a quella che sarebbe poi diventata la 440 già dieci anni prima, all'alba del 1978. Prese presto forma un nuovo progetto che avrebbe spianato la strada alle Volvo del futuro. Poiché il concetto di fondo, quando dirigenti e tecnici si misero al tavolo da lavoro, fu di pensare liberamente e fuori dagli schemi, e di puntare in alto ("alle stelle", dicevano addirittura in Volvo), il progetto venne battezzato Galaxy.

Compatta e spaziosa. Nel settembre del 1980 il primo prototipo, con trazione anteriore, iniziò i collaudi. Si trattava di un muletto preliminare a cui si chiedeva, fondamentalmente, di macinare chilometri; le linee generali della vettura tuttavia, rimasero quelle che avrebbero poi caratterizzato la vettura di serie. I punti di forza emersi da subito furono una capacità di carico molto buona e un'abitabilità, nonostante le dimensioni esterne compatte, superiore alla media della categoria.

Dalla sportiva alla familiare. I tempi sono ormai maturi e il Progetto Galaxy consacra definitivamente la trazione anteriore.Il primo dei nuovi modelli Volvo ad adottare questo schema fu la 480 sport coupé, svelata al Salone di Ginevra del 1986. Una vettura di nicchia che preparò il terreno per la 440, presentata due anni dopo e pensata per offrire una valida alternativa ai modelli più blasonati del segmento medio.

Family feeling. La 440 è una due volumi moderna e versatile. Nell'abitacolo, al posteriore, spicca il divano posteriore frazionabile in due, a tutto vantaggio della praticità di carico. La plancia è orientata verso il guidatore, facilitando a quest’ultimo l’accesso ai comandi. Alcuni dettagli, come le fiancate lisce e i finestrini laterali basi e quasi verticali, rimandano alla serie 700.Tutti i motori in dotazione, anche il più sportivo 1.7 turbo, erano a quattro cilindri con un albero a camme in testa.

In una botte di ferro. La sicurezza, un tema da sempre caro al costruttore svedese, era all'avanguardia: già nel 1989 era disponibile, a richiesta, l’ABS. Dal 1991 in poi furono disponibili, sempre a richiesta, i pretensionatori delle cinture di sicurezza e gli airbag, mentre nel 1994 fu introdotto il sistema SIPS di protezione contro gli impatti laterali.

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