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13 febbraio 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Turismo, storia, cultura: l’auto d’epoca “fa business”

La testata “The Times of India” riferisce che il Rajasthan, popolato da 70 milioni di abitanti, sarà il primo Stato indiano ad avere una propria legislazione specifica per classiche e vintage, con la finalità di agevolare e promuovere il turismo. L’articolo prosegue sostenendo che le classiche sono importanti per molti motivi: rappresentano la storia e l’evoluzione dei costumi; sono più vicine a opere d’arte che mezzi di servizio; agevolano il turismo di qualità. Non che si tratti di una novità assoluta.

L’equazione “più classiche uguale più turismo” e, quindi, più sviluppo economico, non è solo una teoria a uso esclusivo di popolose nazioni senza grandi tradizioni automobilistiche come in Rajasthan, la cui capitale Jaipur è una nota meta turistica per i colori rosa e i palazzi incantati. Proprio alcuni mesi fa, in occasione dell’omonimo concorso di eleganza, il sindaco di Verona, Antonio Tosi, aveva sostenuto di vedere con favore tali manifestazioni sia some appassionato ma, soprattutto, come amministratore, perché portano quel turismo di qualità in grado di apprezzare le bellezze del luogo. Ecco allora che da Giulietta e Romeo alle meraviglie e agli elefanti di Jaipur le auto giuste e le condizioni per non far scappare collezionisti e turisti possono essere argomento di sviluppo economico e culturale. E in un contesto globale, accoglienza, trasporti e bellezze paesaggistiche unite a quelle di pistoni e carrozzerie diventano armi di marketing che rendono più o meno competitive le mete turistiche.

Del resto, in mancanza di numeri precisi sugli eventi indiani, basta prendere qualche numero legato a manifestazioni globali. Come Peeble Beach (oltre 50.000 visitatori al concorso d’eleganza) piuttosto che di una Fiera dedicata alla classiche come quella di Padova (oltre 80.000 visitatori nell’ultima edizione) per farsi una rapida idea su indotto e moltiplicatori economici del turismo legato al mondo delle auto storiche. Dal panino ai gadget passando per alberghi e ristoranti, il business intorno alle classiche muove milioni di euro e dollari ancora prima di aggiudicare le auto preferite nelle aste a colpi di rilanci milionari. Per non parlare dei tour operator specializzati che puntano proprio sull’accoppiata classiche e paesaggi d’autore, per esempio la Toscana, per vincere la concorrenza sempre più serrata nel mondo del tempo libero.

Luca Pezzoni

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