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19 January 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

UNA VITA ALL’ALFA ROMEO

Si è spento la notte del 3 gennaio Giuseppe Busso, valente progettista dell’Alfa Romeo. Nato a Torino nel 1913 e diplomatosi perito industriale, viene assunto nel 1937 alla Fiat presso l’Ufficio Tecnico Motori Aviazione (UTMA) come calcolatore. All’inizio del 1939 passa all’Alfa Romeo, dove svolge il lavoro di particolarista per i progetti delle vetture da competizione sotto la direzione dell’ingegnere Orazio Satta Puliga.

Dal 1939 al 1946 fa parte del Servizio Studi Speciali, diretto da Wilfredo Ricart; in quegli anni Busso completa la propria preparazione tecnica e teorica grazie all’aiuto di Satta, che gli procura le pubblicazioni e le dispense del Politecnico di Torino, divenendo a pieno titolo progettista. Su segnalazione di Gioacchino Colombo, viene assunto nel giugno 1946 dalla nascente Ferrari con la qualifica di capo ufficio tecnico, sezione già impegnata nello sviluppo della “125 S”: è però un’esperienza breve perché Busso si dimette già alla fine dell’anno successivo, passando le consegne allo stesso Colombo e a Lampredi.

Richiamato da Satta, torna in Alfa Romeo nel gennaio del 1948 come responsabile della progettazione della meccanica delle vetture della Casa milanese, posizione che mantiene fino al 1977. In quasi trent’anni Busso raggiunge le seguenti qualifiche ufficiali: caposervizio nel 1952, dirigente nel 1954, vicedirettore nel 1966, direttore nel 1969, vicedirettore centrale nel 1972 e infine condirettore centrale nel 1973. Il suo nome rimane indissolubilmente legato ad alcuni modelli storici per l’Alfa: “1900”, “Giulietta”, “Alfetta” e “Alfa 6”.

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