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28 febbraio 2005 | di Redazione Ruoteclassiche

UN’ASSOCIAZIONE PER LE STORICHE

Il settore delle auto storiche è in gran fermento. Da una parte un gruppo di senatori appartenenti a tutti gli schieramenti politici sta spingendo per riformare il Codice della strada (proposta di legge Magnalbò-Salvi). Quando avverrà tutte le auto, dopo 25 anni, diventeranno storiche automaticamente (e quindi esentate dalla tassa di possesso) senza che il proprietario si debba obbligatoriamente iscrivere a Club o Federazioni di sorta.

Dall'altra, c'è l'Automotoclub Storico Italiano che oggi trae grandi vantaggi economici dalla vecchia legge (emettendo certificati di storicità a 150 euro l'uno) e cerca di conservare i propri privilegi. Ma tanti danari- si parla di milioni di euro- sono pericolosi da gestire per un ente "no profit" come l'Asi.

Da qui l'idea del suo presidente, Roberto Loi (nell'immagine), di trasformare la Federazione in Associazione di promozione sociale, una specie di umanitaria per salvare le auto storiche e proteggere i collezionisti, che in realtà metterebbe l'Asi al riparo da ogni accusa di infrangere la legge. In più, nella nuova confezione, avrebbe la possibilità di accedere a contributi e finanziamenti. La cosa non sembra essere piaciuta a molti dei 200 club che danno vita alla federazione, anche perché la mutazione toglierebbe loro libertà d'azione e ruolo.

Ruoteclassiche di marzo fa il punto su quanto sta accadendo, sottolineando il pericolo di rottura. Si teme una spaccatura dell'Ente ad aprile, quando tutti i presidenti si riuniranno per l'assemblea generale. Intanto a Roma, il senatore Luigi Magnalbò, ha preso carta e penna e ha stilato una interrogazione perché si indaghi.

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