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06 maggio 2011 | di Redazione Ruoteclassiche

VERSO L’ESTERO SEI GIOIELLI BERTONE

Complice la lunga telenovela che ha accompagnato i destini della Bertone, confluita recentemente in Fiat (come Officine Automobilistiche di Grugliasco), la notizia circolava da tempo. Solo ora, però, è stata ufficializzata: parte del tesoro conservato nell'ex Centro Stile Bertone, che il patron Nuccio aveva inaugurato nel 1972 a Caprie, in Val di Susa, andrà all'asta il 21 maggio per RM Auctions durante il Concorso d'Eleganza di Villa d'Este.

Si tratta di sei straordinarie "concept" realizzate tra gli anni 60 e il 1980, con l'intento di suggerire nuovi stilemi di design. Da capogiro i valori stimati di alcuni dei sei lotti, che si aggiungono alla trentina in vendita nell'asta serale (ore 20-23) presso Villa Erba, a Cernobbio. I pezzi più pregiati sono il prototipo Lamborghini "Marzal" del 1967 (telaio n. 1001), a bordo del quale il principe Ranieri e la principessa Grace aprirono il G.P. di Monaco del 1967 (valore stimato 1-1,8 milioni di euro); la straordinaria Lancia "Stratos HF"del 1970 (telaio C/1160CPL), primo prototipo di quella che sarebbe poi diventata una regina dei rally (1-1,8 milioni di euro); la sorprendente Chevrolet "Testudo" del 1963, caratterizzata da parabrezza e tetto monoblocco trasparente (500-800 mila euro).

A questi si aggiungono la Lamborghini "Bravo" del 1974, che riprende diversi spunti stilistici della "Countach" (stima 150-220 mila euro); la Lancia "Sibilo", che fece il suo debutto ufficiale al Salone di Torino del 1978 (60-100 mila euro); la Lamborghini "Athon" del 1980 (150-220 mila euro). È la prima volta che questi esemplari, che rappresentano probabilmente l'anima più creativa e proiettata verso il futuro della Bertone, vengono proposti per la vendita: un'occasione unica per ogni appassionato di vedere queste vetture fuori dallo scrigno in cui le aveva conservate Nuccio Bertone, forse proprio per tenerle lontano dai tanti curiosi.

Indubbiamente, mai e poi mai ci si sarebbe aspettati un epilogo di questo genere, che per ogni italiano rappresenta probabilmente l'ennesima fuga verso l'estero del nostro patrimonio di creatività che tutto il mondo ci invidia...

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