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20 dicembre 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Votata la legge di stabilità: niente esenzione per le ventenni

Possessori di auto con età tra i 20 e i 30 anni preparate i fazzoletti. Se non subentreranno modifiche nel prossimo passaggio della Legge di Stabilità 2015 (LdS) alla Camera, c’è da temere fortemente che entrerà in vigore quanto di peggio ci si potesse aspettare: il taglio netto delle esenzioni per le vetture “ultraventenni”.

Nel maxiemendamento approvato questa notte (clicca qui per leggere accedere al testo integrale del maxiemendamento) non sembra, infatti, che ci siano segni di ripensamento rispetto a quanto è stato proposto inizialmente dal Governo con il famoso dell’art.44, comma 31 della LdS, nel quale si chiedeva l’annullamento dei commi 2 e 3 della legge 342/2000 che introducevano l’esenzione dal bollo per le auto dai 20 ai 30 anni di età. Il dubbio è d’obbligo data la complessità della materia.

In soldoni, se non abbiamo letto male nel documento approvato, dal prossimo primo gennaio le vetture con  età compresa tra i 20 e i 30 anni dovranno tornare a pagare il bollo. Indipendentemente che si utilizzino o no. Come noto, più la potenza è alta e più la tassa da pagare è elevata, con la conseguenza che per molti non sarà uno scherzo riuscire a pagare per altri dieci anni (a 30 anni l’esenzione scatta in automatico) cifre che possono arrivare a 547 euro l’anno per una Lancia Delta Integrale Evo o i 795 euro per una Bmw M3. Per non parlare poi delle supersportive (clicca qui per calcolare l’ammontare del bollo). Che fine faranno queste vetture?

Asi e Aci interpellati questa mattina non hanno ancora diramato nessun comunicato in merito: “Tecnicamente si direbbe che sia stata votato l’annullamento netto delle esenzioni, ma c’è ancora molta confusione sul documento votato per dare una risposta certa” dicono dall’Asi. E più o meno la stessa cosa dicono all’Aci. Non resta che attendere il prossimo passaggio alla Camera, ma dopo l’approvazione in Senato la LdS 2015 sembra ormai cosa fatta. Lo ha detto lo stesso Matteo Renzi  con parole inequivocabili: “Abbiamo evitato l’assalto alla diligenza: la Legge di Stabilità non subirà più variazioni”. (G.M.)

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