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24 June 2020 | di Gaetano Derosa

110 anni Alfa Romeo: il Biscione in festa

Buon compleanno, Alfa Romeo! Oggi la Casa milanese compie 110 anni e li ha voluti celebrare con gli appassionati del marchio facendo ammirare la collezione normalmente non visibile del Museo Storico di Arese, che riapre in totale sicurezza per questa straordinaria ricorrenza.

Il Museo dell’Alfa Romeo riapre e lo fa col botto, in occasione dei suoi primi 110 anni di vita. Da oggi infatti è stata aperta al pubblico l’area Collezione, i depositi el Museo sinora chiusi consentendo di accedere a una raccolta completa ed emozionante che comprende altre 150 automobili, motori da strada, aeronautici e nautici, trofei, oggetti artistici. È un vero e proprio tesoro che esula dalla filologia del percorso museale per creare un percorso storico autentico, completo e dettagliato. La Collezione è suddivisa in 18 aree tematiche che spaziano dalle prime vetture del Biscione, come la 20/30 ES fino alle monoposto, fra cui Formula 1 e Formula Indy, dalle concept come la Caimano e la Protéo ai prototipi come la Scarabeo, la Sprint 6C e la Giulia ancora camuffata. Ma non mancano le RL, le 6C ideate dal geniale Vittorio Jano e le vetture più recenti, sia da corsa che da strada. Per finire, una carrellata di propulsori, fra cui l’inedito 4C 1500 degli anni Trenta e i Formula 1 turbo 415T.

Emozione allo stato puro. Passeggiando in questa area, pure un vecchio Alfista come chi scrive è ancora in grado di emozionarsi, eccome. Colpo al cuore quando “riappare” l’Alfetta del raid “Capo Nord-Capo Sud” (1973). La vettura beneficia solo di una preparazione per affrontare aree climatiche agli antipodi e terreni “selvaggi”. Equipaggio del raid: Baghetti, Taroni, Galliani e 500 kg di equipaggiamento. Durata: 29 giorni e 14 ore, per 26.057 km (880,8 km di media al giorno). Inconvenienti tecnici: solo un ammortizzatore e considerando che l’Alfetta non è una fuoristrada, è stata assolutamente perfetta e affidabile. Quando ha terminato il raid la vettura era ancora in garanzia., Ma non c’è tempo per fermarsi davanti a un gioiello, ce ne sono davvero tanti, come la 164 Pro-Car (1988): il primo V10 della storia delle competizioni equipaggia questa berlina (solo nella veste esterna è una normalissima 164, addirittura “Twin Spark”) ideata per prendere parte alle gare della categoria Silhouette. La vettura non ha mai corso perché la categoria non ha mai preso il via. Ha girato solo a Monza con Riccardo Patrese. Il telaio in carbonio è stato realizzato dalla Brabham. Giusto il tempo di voltarsi ed ecco la 1750 prototipo (metà anni 60): il prototipo camuffato della berlina post-Giulia ha sul muso la scritta “Rover”, per depistare la stampa specializzata. L’estetica è comunque ben celata. E poi, riecco la Protéo (1991): presentata al Salone di Ginevra del 1991, è la prima concept che inaugura la nuova struttura del Centro Stile ad Arese. Realizzata sulla meccanica della 164: V6 24v, trazione integrale e quattro ruote sterzanti. È dotata di un tetto retrattile in vetro che la trasforma da coupé a spider, anticipando la Mercedes-Benz SLK. Per inciso: quando il tetto è aperto, non vincola la capacità del bagagliaio. Lo stile del muso offre un’anticipazione della GTV/Spider 916. Applausi a scena aperta anche per la Sprint 6C (1983 circa): è un prototipo (il secondo) dell’Alfasud Sprint dotata del V6 da 2,5 litri collocato in posizione centrale (longitudinale). Si dice che il pianale della vettura fosse conformato per ospitare gli organi di trasmissioni per una versione a trazione integrale.

Nei secoli fedele. Molto interessante anche la nuova sezione “Alfa Romeo in divisa” dedicata alle auto dei Carabinieri, a testimonianza dello storico rapporto con l’Arma (ben 60 anni). Le vetture, disposte su grandi pedane circolari, formano un suggestivo effetto tridimensionale che simula grandi aloni di luce teatrale puntati sulle auto che hanno accompagnato l’Arma nelle più disparate avventure nelle città italiane. Alle pareti, le grafiche sono vivacemente colorate: il rosso, simbolo dell’Alfa Romeo e il blu delle luci di emergenza delle sirene, sottolineano le immagini storiche di vetture, personaggi e avvenimenti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese.

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