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07 luglio 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Cuervo y Sobrinos Cup, cronometri in alta quota

Una tre giorni veramente intensa e a tratti bagnatissima: questo, in sintesi, quanto hanno vissuto gli equipaggi della trentina di vetture ante 1969, che hanno partecipato alla seconda edizione della Cuervo y Sobrinos Cup, disputatasi tra il 4 e il 6 luglio. La manifestazione, organizzata dalla Scuderia Tricolore di Reggio Emilia, in collaborazione con Canossa Events e la nota griffe di orologeria di l'Avana, ha avuto un prologo a Rozzano (MI), sede della Collezione Quattroruote, per le verifiche di giovedì.

La carovana ha percorso un suggestivo itinerario lungo le strade più belle che delimitano il confine tra Italia, Svizzera e Austria, partendo dalla centralissima via Montenapoleone di Milano e arrivando a Bormio. Tra i numerosi passi di montagna affrontati ci sono i nomi leggendari del Maloja, del Bernina, del Foscagno, su fino allo Stelvio, salendo da entrambe le pendici. Purtroppo, per molti di questi, la pioggia ha rovinato il panorama della salita, incrementando però il lato eroico della guida. A provare le maggiori soddisfazioni sono stati gli equipaggi delle vetture aperte e quelli delle auto più voluminose, obbligati a qualche acrobazia, rigorosamente senza servosterzo, su alcuni dei tornanti più stretti.

Per la cronaca, la gara di regolarità è stata vinta dall’equipaggio Gamberini-Lanfranchi su Alfa Romeo "Giulia" del 1965; tra le dame ha primeggiato l’equipaggio Bottini-Azzali su Alfa Romeo “Spider” del 1968, ottave assolute. Tra gli stranieri hanno prevalso End-End su Alfa Romeo "Giulia Spider Veloce" del 1965. Due gli equipaggi "ufficiali" di Ruoteclassiche, entrambi piuottosto soddisfatti della loro perfomance. Il resoconto dettagliato e un'ampia selezione fotografica sul numero della rivista in edicola ad agosto.

Massimo Delbò

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