1900, la berlina di prestigio secondo Fiat - Ruoteclassiche
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12 January 2022 | di Giancarlo Gnepo Kla

1900, la berlina di prestigio secondo Fiat

La Fiat 1900 venne presentata nel 1952 come evoluzione della 1400, lanciata due anni prima. Dalla sorella minore riprese la scocca e l’arrangiamento tecnico, in aggiunta vi erano un motore più potente e dotazioni in linea con il ruolo di prestigio a cui venne assegnata.

Ginevra, marzo 1950. La Fiat 1400 è una delle protagoniste della kermesse elvetica: la più classica nel trio di berline di alto profilo presentate dai marchi italiani, all’epoca indipendenti e in forte concorrenza tra loro. Mentre l’Italia si scrollava di dosso le macerie e gli orrori della guerra appena conclusa, l’industria compì un balzo in avanti e l’automobile, nel bene e nel male, divenne in poco tempo uno dei settori trainanti dell’economia nostrana. Con rinnovata vivacità riprendeva la produzione di nuove autovetture, comprese quelle di segmento medio e medio-alto, dedicate alla classe dirigente.
Giungiamo così al 1952, quando la base collaudata della 1400 venne implementata per dar vita alla più potente e meglio equipaggiata Fiat 1900.

Largo al pragmatismo. La Fiat 1900 parlava il linguaggio “moderno” dell’epoca, espresso con una carrozzeria di tipo Ponton, tre volumi a scocca portante, mutuata dalla 1400 e qui impreziosita da fregi cromati e verniciature bicolore, seguendo la moda americana all’epoca imperante. Con una vocazione più pragmatica, la Fiat 1900 faceva a meno di finezze meccaniche come il motore bialbero dell’Alfa Romeo 1900 o, ancora, di primizie come lo schema Transaxle, impiegato sulla concittadina Lancia Aurelia. Convenzionale anche l’apertura delle porte, con tutte le cerniere montate nella parte anteriore delle portiere.

In carriera. Del resto, la 1400 si era guadagnata una buona fama sia nel servizio pubblico, come taxi e sia come auto di rappresentanza, come auto in dotazione a burocrati e funzionari. Va ricordato, poi, che la Fiat 1400 venne proposta anche con alimentazione a gasolio, divenendo la prima berlina italiana disponibile con motore diesel.

La meccanica. Il propulsore della 1900 venne ottenuto allungando la corsa del 1,4 litri e in questo modo l’unità poteva erogare 58 CV. La novità principale, tuttavia, riguardò la trasmissione che si avvaleva di un cambio manuale a cinque marce con giunto idraulico al posto della frizione. Una scelta (quasi obbligata) per isolare il guidatore dalle vibrazioni del motore: un’unità che, pur ruvida, si dimostrò robusta e poliedrica. Infatti era la stessa impiegata sull’inossidabile Fiat Campagnola.

Le amenità di bordo. Un altro elemento distintivo era dato dagli indicatori di direzione in sostituzione delle frecce a bacchetta, tipiche dei modelli anteguerra. Tra le dotazioni ricordiamo invece l’impianto lavavetro (disponibile per la prima volta su una vettura italiana); l’autoradio dotato di antenna estensibile (a manovella); contachilometri parziale e, infine, l’impianto di riscaldamento. Quest’ultimo ripreso dalla 1400.
La Fiat 1900 coccolava così i suoi occupanti, in un abitacolo spazioso in grado di ospitare fino a sei persone che trovavano posto su due ampi divanetti. Infatti, non essendoci l’ingombro dei passaruota laterali, la nuova conformazione della scocca permise di godere di una cabina più larga e accogliente.

Tradizionalista. La nuova scocca portante dal canto suo garantì anche una precisione e una silenziosità sconosciute alle auto della generazione precedente: con gli anni 50 iniziava una nuova era per l’automobilismo.
Sotto pelle la Fiat 1900 (come la 1400) ricalcava lo schema tecnico della 1100 E, presentata nel 1949, implementato al fine di garantire un comfort superiore. La nuova berlina mantenne quindi il ponte posteriore rigido con semi balestre a cui vennero aggiunte due molle elicoidali per ottimizzare lo smorzamento delle asperità.

L’evoluzione. Sia la 1400 sia la 1900 (comprese le derivate) furono prodotte in due serie successive: la “A” del 1954 e la “B” del 1956, aggiornata nel 1958, che portò il modello fino al suo pensionamento nel 1959.
Dall’unione tra la scocca della 1400 Cabriolet e la meccanica 1900 nacque la 1900 Granluce: una berlina due porte di classe, caratterizzata dal profilo affusolato e dal lunotto panoramico. Particolare che venne accentuato sulla rinnovata 1900 “B” Granluce, con il montante posteriore completamente ridisegnato. La Granluce “forte” di 60 CV poteva toccare i 140 km/h, 20 km/h in più rispetto alla 1400.

Modelli da riscoprire. In quasi 10 anni di onorata carriera, la Fiat 1400 totalizzò quasi 180.000 unità, a cui si aggiungono i 15.759 esemplari della 1900 e i 3729 della “Granluce”.
Come spesso accade per le berline, anche le Fiat 1400 e 1900 mantengono quotazioni più basse rispetto alle varianti coupé e cabrio per questo motivo riteniamo che queste berline vadano riscoperte, in virtù della loro rilevanza storica come protagoniste di un periodo di grande fermento e vitalità per il nostro Paese.

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