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25 settembre 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

1965-2015, buon compleanno Audi

Cinquant’anni fa, esattamente in questi giorni di settembre, proprio in occasione del Salone di Francoforte, nasceva un marchio destinato a imporsi velocemente in campo commerciale e sportivo a fianco dei più blasonati nomi dell’industria automobilistica tedesca, e non solo.

La Casa dei quattro anelli da allora ha fatto passi da gigante e oggi è uno dei punti di riferimento nel campo delle vetture di lusso e dello sviluppo tecnologico, soprattutto nel settore dello sport automobilistico. Proprio in questi giorni compie 50 anni, ma nella sua prima vita sarebbero molti di più. Il marchio Audi nasce infatti nel 1909 come risposta di August Horch alla sua estromissione dalla A. Horch & Cie. Motorwagen Werke, azienda che aveva fondato nel 1899. Audi corrisponde all’imperativo del verbo tedesco hören, che significa “ascoltare”, “sentire”. Quest’ultimo tradotto in latino diventa audi.

Nasceva così nel 1909 la Audi Automobilwerke GmbH. Che non ebbe vita facile. La guerra ne frenò lo sviluppo, tra cui quello di una utilitaria. Nel 1928 venne assorbita dalla DKW, dove si specializzò nella produzione di vetture di media cilindrata a trazione anteriore, abbandonando quello che fino ad allora era stato il suo core business: le auto di lusso. Nel 1932 DKW, Audi e Horch unirono le loro forze formando il consorzio Auto Union. Che, sempre nello stesso anno, assorbì anche la Wanderer Werke AG. Sono appunto queste quattro aziende a dare vita al simbolo dei quattro anelli intrecciati.

Nel 1958 la Auto Union venne assorbita dalla Daimler-Benz e, nel 1965, dalla Volkswagen. Inizia così la nuova vita del marchio Audi. Ma non è finita: il 10 marzo 1969 la Auto Union GmbH firma un accordo di fusione con NSU Motorenwerke AG. Nasce la Audi NSU Auto Union AG. La produzione di automobili Audi e NSU aumenta costantemente fino al 1973, quando emergono i primi segnali della crisi petrolifera. Crisi che provoca la fine del marchio NSU nel 1977, dopo più di 100 anni di storia. Da quell’anno esisteranno solo le Audi. I cui modelli più rappresentativo sono riportati qui di seguito.

LA TOP TEN AUDI

1) AUDI, 1965
Il primo modello si chiama semplicemente Audi. Poi divenuta Audi 1700. Monta un motore 4 cilindri di 1.696 cc da 72 CV progettato dall’ingegner Ludwig Kraus, già alla Daimler-Benz e ora responsabile dell’ufficio tecnico Auto Union. Si tratta infatti di un progetto originario Mercedes per una berlina con cilindrata di un litro e mezzo, ma che la Casa di Stoccarda non avrebbe poi costruito per non entrare in un segmento, quello delle vetture medie, per lei nuovo e dominato da altri marchi. Mercedes arrivò fino alla produzione del prototipo, poi ripreso da Audi, che ne curò l’impostazione generale. Della nuova Audi, colpisce il rapporto di compressione del motore (11,2 : 1) che all’epoca erano in grado di raggiungere solo i grossi V8 americani. Il 1700 spinge la vettura fino a 148 km/h con un consumo di 8,4 litri ogni 100 km. Il cambio è a quattro rapporti sincronizzati, l’avantreno a ruote indipendenti e ponte posteriore rigido. L’Audi 1700 è lunga 4,38 metri, larga 1,62 e alta 1,46. È la prima auto con un motore a quattro tempi costruita a Ingolstadt.

2) AUDI 100 S COUPÉ, 1970 – 1976
La prima Audi importante, sia nel design sia nella tecnologia. Succede alle berline 60, 75, 90, evoluzioni della prima 1700 (prendevano il nome dal valore delle rispettive potenze). Un modello che stacca definitivamente con il passato, un’auto che combina uno stile attraente con una meccanica tedesca, il cui unico limite rispetto alla concorrente diretta Bmw 2002 Tii è la trazione anteriore. Monta un 4 cilindri di 1871 cc con due valvole per cilindro da 112 CV e un cambio manuale a quattro marce. Copre il 0-100 km/h in 10,8 secondi.

3) AUDI 80 I SERIE, 1972 – 1978
È stata la capostipite di un modello che avrà grande successo alla fine degli anni 70 e fornirà la base per le future medie di tutto il Gruppo Volkswagen. Sarà la terza serie (B3 dal 1986 al 1991) a raccogliere i maggiori successi commerciali, grazie a una linea moderna e dalla forte personalità rispetto alle versioni precedenti, ma è la prima che apre la strada. La linea è quella classica, a tre volumi, e nel 1973 viene eletta auto dell’anno. Monta motori 4 cilindri da 1.272, 1.471 e 1.588 con potenze da 60 a 110 CV (lo stesso motore della Golf GTI) e cinque allestimenti. A partire dalla seconda versione verrà offerta con la trazione integrale, prima berlina europea 4x4. Dalla 80 B1 derivò successivamente la Volkswagen Passat.

4) AUDI QUATTRO, 1980 - 1989
La prima auto a trazione integrale nel campo delle Gran Turismo. Concepita per i rally è stata proposta anche in versione stradale. La trazione integrale offriva una tenuta di strada impareggiabile su qualsiasi fondo creando molto stupore ed entusiasmo tra gli automobilisti di tutto il mondo. È la prima auto di serie prodotta in grandi volumi con la trazione permanente. I titoli mondiali vinti nei rally (1982, 1983, 1984) contribuirono a ingigantirne la fama e il successo. Con lei inizia la dinastia delle Audi quattro. Il motore è un cinque cilindri in linea da 2.144 cc, 200 CV, due valvole per cilindro, turbo, con trazione integrale permanente con tre differenziali, cambio manuale a cinque marce, quattro freni a disco, una velocità massima di 220 km/h e un tempo di 7,1 secondi nel 0-100 km/h. Le quattro Sport stradali a "passo corto" (224 pezzi costruiti tra il 1983 '84) oggi sono autentici oggetti di culto, molto ambite dai collezionisti.

5) AUDI V8, 1988 – 1993
È la prima vera ammiraglia Audi anche se non ebbe il successo poi raccolto dalla A8. Derivata dalla Audi 200 quattro della quale manteneva parte della carrozzeria e dimensioni (4,86 m di lunghezza, 1,81 di larghezza, 1,42 di altezza). Era arricchita con interni molto lussuosi (pelle Connolly e radica) che tuttavia non la resero molto più attraente delle concorrenti di allora: Bmw Serie 7, Mercedes Classe S, Jaguar XJ Sovereign. Sarà ricordata come la prima ammiraglia a trazione integrale. Nonostante la linea understatement, sotto il vestito nascondeva contenuti tecnologici notevoli, trazione integrale a parte. In condizioni normali le quattro ruote motrici sempre in presa offrivano una trazione ripartita al 50% tra avantreno e retrotreno, e in misura variabile su terreni con scarsa aderenza. L’otto cilindri a V di 3.562 cc con quattro valvole per cilindro e iniezione elettronica Bosch sviluppava una potenza massima di 250 CV e spingeva la V8 a 235 km/h offrendo una stabilità esemplare per una berlina di tali dimensioni, con un tempo di accelerazione nel 0-100 km/h di 9,2 secondi.

6) AUDI RS2, 1994 – 1995
Una supercar sotto mentite spoglie, ovvero, quelle di una station wagon. Il vestito è Audi, con la linea da familiare elegante, così come l'interno, pratico ma curato. Sotto il vestito però c’è praticamente una Porsche. La RS2 (fusione tra RS, sigla che contraddistingue le versioni corsaiole Porsche, e S2, versione sportiva della Audi 80 Avant sportiva) è stata infatti costruita in collaborazione con la Casa di Zuffenhausen, che ha messo mano a elettronica, intercooler, condotti di aspirazione e catalizzatore della S2 ricavando 315 CV dai 230 della S2. La divisione engineering Porsche è intervenuta inoltre sui freni montando quelli della 968 (Brembo), sugli ingranaggi del cambio a sei marce, e sui cerchi, adottando quelli della 911 (964). A vista si riconosce per il paraurti anteriore con tre bocche di raffreddamento, mentre il fascione posteriore ha la targa integrata. Gli specchietti retrovisori esterni sono quelli della 911 Cup. All’interno sedili Recaro e inserti in carbonio sono il marchio di fabbrica di questa familiare più unica che rara. Il motore è il cinque cilindri in linea di 2.226 cc da 315 CV con quattro valvole per cilindro; l’alimentazione è a iniezione elettronica con turbo e intercooler. La trazione è integrale, freni a disco con Abs. Il tutto per una velocità massima di 262 km/h e un tempo di accelerazione di 5,4 secondi nel 0-100 km/h.

7) Audi S8 I serie, 1996 - 2002
La prima vera ammiraglia della Casa di Ingolstadt, la prima con scocca in alluminio e trazione integrale. Monta un motore otto cilindri di 4.172 cc con cinque valvole per cilindro, in grado di sviluppare 360 CV e 430 Nm di coppia massima. Anche la S8 è una supercar mascherata da berlina di lusso, imponente (è lunga 5,062 metri, larga 1,89 e alta 1,44) curata nell’allestimento come un salotto lavorato artigianalmente, capace di trasportare i suoi ospiti in completo relax fino a 280 km/h. La S8 è in listino ancora oggi, ovviamente aggiornata nel look e nei contenuti (siamo alla quarta generazione) e, come allora, rappresenta il massimo dello sviluppo tecnologico della Casa.

8) Audi TT I serie, 1998 - 2003
La sigla sta per Tradition und Technik e non per Tourist Trophy come spesso viene confusa. Viene presentata per la prima volta al Salone di Francoforte del 1995, ma commercializzata solo tre anni più tardi. Rappresenta la prima sportiva compatta del marchio Audi. Il design è semplice ed essenziale e proprio per questo molto attraente. Anche all’interno tutto è mirato a solleticare le corde degli appassionati giocando con molti richiami al passato, una dotazione di serie completa e interni lussuosi con sedili in pelle. È lunga 4,04 metri, larga 1,76 e alta 1,34. Al debutto monta un quattro cilindri di 1.781 cc con turbocompressore, cinque valvole per cilindro, con una potenza di 180 CV e una velocità massima di 228 km/h con un tempo di accelerazione 0-100 di soli 7,8 secondi. Successivamente arriverà la trazione integrale quattro e la versione spider.

9) Audi A2, 1999 - 2005
Un gioiello automobilistico troppo in anticipo sui tempi per essere apprezzato a dovere, penalizzato da un prezzo elevato per l’epoca in cui ha debuttato (al Salone di Francoforte 1997). Un vero peccato perché l’Audi A2 ha rappresentato un concentrato di innovazioni tecnologiche unico nel suo genere. A cominciare dal corpo completamente in alluminio, che grazie alla sua leggerezza consentiva di contenere i consumi a livelli mai raggiunti prima. Si tratta di una intelaiatura a gabbia, composta da profilati di alluminio sui quali venivano saldati i pannelli della carrozzeria. Il risparmio rispetto a una eventuale corrispondente carrozzeria in acciaio era del 40%. La A2 pesava solo 895 kg. Nella versione 3L, per esempio, il 1.2 TDI da 61 CV era accreditato di 32,2 km per ogni litro di gasolio, e di una velocità massima di 168 km/h. Anche la linea era studiata per offrire il massimo comfort nel minimo spazio, una via di mezzo tra una monovolume compatta e una due volumi hatchback. La A2 è lunga 3,82 metri, larga 1,67 e alta 1,55.

10) Audi R8, 2006 - 2012
La prima vera supercar Audi, una GT realizzata in collaborazione con la Lamborghini. Viene presentata nel 2006 ma arriva su strada solo l’anno successivo. Riprende la linea della Le Mans quattro presentata al Salone di Francoforte del 2003, una coupé con motore centrale e trazione integrale quattro, ma sotto c’è tanto della Lamborghini Gallardo, dalla quale deriva. Il nome R8, invece, deriva da un modello sportivo che ha vinto a Le Mans e a Sebring. La linea è aggressiva ma le prestazioni non sono al vertice della categoria e questo ne frenerà inizialmente il successo. Monta un otto cilindri di 4,2 litri con iniezione diretta FSI, capace di una potenza massima di 420 CV e una coppia possente 430 Nm. La velocità massima è di 301 km/h e il tempo di accelerazione nel 0-100 km/h di 4,6 secondi. È lunga 4,43 metri, larga 1,90 e alta 1,25. Dimensioni da supercar, come all’interno, riservato a due sole persone ma molto curato.

Gilberto Milano

 

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