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21 gennaio 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

9.625.000 dollari per la Ferrari 250 Le Mans 5899 GT

La ricca asta di RM Auctions andata in scena a Scottsdale il 15 e il 16 febbraio ha incoronato reginetta una Ferrari 250 Le Mans del 1964, una delle vetture di Maranello da corsa più affascinanti di sempre (tra il ’64 e il ’67 questo modello vinse la 24 Ore di Le Mans del ’65, la 12 Ore di Reims del ’64, la 500 Km di Spa del ’64 e la 1000 Km di Parigi del ’64).

Il telaio n. 5899 GT fu completato dalla fabbrica il 3 gennaio del 1964, esemplare numero 9 di un lotto complessivo di sole 33 unità (numero molto esiguo rispetto alle 100 richieste dalla Fia per l’omologazione in categoria GT, sicché la 250 LM dovette vedersela con i Prototipi). Come la maggior parte delle LM, fu verniciata in tinta colore rosso Cina e interno con sedili in panno blu. Sei settimane dopo, la berlinetta andò ad arricchire la scuderia svizzera Filipinetti.

Il 30 agosto la 5899GT ebbe il suo battesimo nella gara in salita Sierre-Montana Crans guidata dallo specialista Ludovico Scarfiotti, che la portò alla vittoria. Qualche settimana dopo Nino Vaccarella vinse nuovamente alla Coppa Intereuropa di Monza ma alla successiva Mille Chilometri di Parigi a Monthlery il Preside Volante e Jean Guichet furono messi fuori gioco dalla rottura del radiatore.

A fine stagione il team Filipinetti cedette la 250 LM a un certo Werner Biedermann, che ne fece il portacolori dell’Ecurie Basilisk di Basilea e la schierò in una quindicina di eventi sportivi, collezionando non meno di 10 vittorie. Venduta in seguito come rottame, dopo un incidente avvenuto in prova alla SAR Engelberg Hillclimb, allo svizzero Hans Illert di Feldmeilen fu restaurata e pesantemente modificata per la stagione ’66.

Illert volle migliorare il progetto della LM ma dovette limitare le iniziative a causa dello scarso budget disponibile. La soluzione fu trovata rimuovendo la carrozzeria danneggiata e sostituendola con quella di una Porsche 906 Carrera 6. Il telaio, per accogliere il nuovo vestito, fu accorciato di 20 centimetri. La nuova “250 LM-P”, così denominata, dichiarava ben 200 kg di peso in meno.

Sotto le insegne della Scuderia Tartaruga, la nuova 250 LM-P corse (e vinse) alla St. Ursanne-Les Rangiers del 20 agosto dimostrando un’elevata competitività. Il suo valore fu confermato in una serie di eventi successivi, dove Illert conquistò ottimi piazzamenti. Corse ancora nel 1967 e nel 1968 (di proprietà di un certo Pierre Sudan di Zug) con un V12 4 litri di una 330 P siglato 0818, acquistato dal noto pilota gentleman inglese David Piper.

Si dovette attendere la metà degli anni 70 per iniziare a dimostrarle un nuovo interesse, orientato a preservarla e a restituirle l’antico splendore. Il collezionista Paul Schouwenburg, infatti, iniziò a “prepararla” per un restauro totale riacquistando, tra l’altro, il suo motore originale da David Piper.

Venduta ancora all’artista della musica pop Eric Stewart, nel 1977 fu spedita in Italia e completamente restaurata. Dopo 4 anni di lavoro (telaio rimesso a nuovo, carrozzeria ricostruita), nel 1981 il suo proprietario la guidò per la prima volta sul circuito di Goodwood. Da questo momento cambiò numerosi proprietari in Inghilterra, Germania, Giappone, Stati Uniti per arrivare, a metà degli Anni 90, in Italia nella collezione di Federico della Noce. Questi la fece ulteriormente restaurare dallo specialista Dino Cognolato e con lei partecipò a numerose manifestazioni in pista. Nel 2005, infine, la 5899 GT, ottenne la certificazione Ferrari Classiche.

Nel 2007 passò ancora di mano: destino volle che il nuovo proprietario fosse il collezionista Henri-Louis Maunoir, marito di Samantha Filipinetti, nipote di Georges, il fondatore della Scuderia Filipinetti. Maunoir ha tenuto la 250 LM fino al 2012, quando l’ha ceduta al suo ultimo possessore in America.

Alvise-Marco Seno

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