Rétromobile, debutta Gooding Christie's
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14/01/2026 | di Andrea Paoletti
Rétromobile, debutta Gooding Christie’s
È tutto pronto per l'esordio in veste ufficiale della casa d’aste all’evento parigino, con i primi lotti presentati online
14/01/2026 | di Andrea Paoletti

Saranno tante le novità dell’edizione che festeggia i primi 50 anni di Rétromobile: dalla nuova disposizione dei padiglioni agli anniversari di modelli storici, ma ci sarà anche una speciale retrospettiva dedicata ai marchi francesi impegnati in Formula 1 dagli anni 60 a oggi. Molta curiosità però è legata anche a una “prima volta” che riguarda la casa d’aste Gooding Christie's, che prende il posto dello storico partner Artcurial: la voglia di fare bella figura sarà tanta e, per ingolosire i collezionisti, sono già stati pubblicati sul sito alcuni dei lotti che andranno all’incanto. Ecco quelli più interessanti, in attesa che tutte le auto in vendita vengano presentate, con la consueta formula che prevede di partecipare alle offerte online e tramite app mobile, oltre che di persona alla Paris Expo Porte de Versailles.

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La Ferrari dei gentlemen

Una delle più attese e affascinanti è sicuramente la Ferrari 250 GT SWB Berlinetta del 1960, stimata tra i 9 e i 10 milioni di dollari. Nella sua livrea Rosso Rubino Chiaro e con portiere, cofano e bagagliaio di alluminio – caratteristiche che ne fanno lievitare il valore – fu consegnata a Losanna, in Svizzera, per poi essere usata da vari gentlemen drivers nelle gare in salita durante tutti gli anni 60. Dalla metà degli anni 70 ha fatto parte di varie collezioni negli USA, partecipando ai principali raduni e concorsi d’eleganza: secondo la documentazione ufficiale, conserva il motore originale (612F), il cambio (55⁄539) e il differenziale (229F), una combinazione sempre più rara tra le Berlinetta a passo corto. Nel lotto è incluso anche un assortimento di pezzi di ricambio e una documentazione completa, tra cui un rapporto dettagliato preparato dallo storico Ferrari Marcel Massini.

Una vita da California

Un’altra Ferrari 250, una California Spider LWB del 1958, è destinata a far battere molti cuori. Innanzitutto, il magnifico esemplare in vendita a Parigi – telaio numero 0923 GT - è il secondo esemplare prodotto, escluso il prototipo. Come tutti gli altri modelli dei primi anni di produzione, la 0923 GT è equipaggiata con il motore V12 tipo 128C di 2953 cm³ con tre carburatori Weber 36 DCL3 per 220 CV di potenza e presenta gli ambitissimi fari anteriori carenati di Perspex. Ha passato gran parte della sua vita in California, è stata completamente restaurata nel 2006 e, anche in questo caso, è corredata dell’ormai immancabile rapporto firmato Marcel Massini. La stima è tra i 5,5 e i 6,5 milioni di euro.

La “maquette” della Testarossa

Molto originale e interessante – forse più per un museo che per un collezionista – è invece il modello in scala reale realizzato da Pininfarina come prototipo della Ferrari Testarossa. Risale agli inizi degli anni 80 ed è stato acquistato dal precedente proprietario direttamente dalla Ferrari, durante un'asta aziendale nel 2009. All'epoca era descritto come “il vero prototipo creato e utilizzato da Pininfarina per finalizzare il design” ed è composto da un telaio in acciaio piatto rivestito da una carrozzeria plasmata con vari tipi di resina. È stato completamente restaurato dalla Ferrari, è accompagnato da un certificato di origine e la stima è tra i 25 e i 50 mila euro.

Una Stratos con 2.000 km

Fresca cinquantenne è la Lancia Stratos HF Stradale, telaio #001932, completata da Bertone nel 1975 e con la carrozzeria rifinita di color Celeste (blu cielo), stesso colore della tappezzeria in Alcantara. Consegnata solamente nel dicembre del 1977 al famoso collezionista italiano Mario Righini, è rimasta in suo possesso fino a pochi anni fa e – oltre ad avere percorso solamente 2.000 km – conserva la targa di prima immatricolazione. La richiesta va dai 750 agli 850 mila euro ed è giustificata anche dalla presenza di alcuni elementi originali ormai rari, come i segni di ispezione sul telaio, i vetri Saint-Gobain e Glaverbel e i tubi Cavis originali. Non mancano il kit di attrezzi originale, il libretto di garanzia e quello di circolazione.

Al mare con la 500 “Spiaggina”

C’è poi un gruppetto di vetture, denominato “The Spiaggina Collection”, che raccoglie appunto queste trasformazioni su base Fiat: ci sono una 500 F “Decathlon” del 1965 carrozzata Sibona-Basano, una 1100 T2 Spiaggetta del 1962 carrozzata Ghia e una 127 “Holiday” realizzata da Francis Lombardi nel 1974. La prima, costruita in serie molto limitata, sfoggia una carrozzeria priva di portiere realizzata di fibra di vetro, mentre l’abitacolo è arredato con sedili di vimini intrecciati a mano e con il tettuccio di tela rimovibile. Questo esemplare è stato utilizzato come auto a noleggio sull'isola di Ponza, come testimoniano le decalcomanie d'epoca e i registri di immatricolazione italiani. Restaurata di recente, è pronta per farsi ammirare, a un prezzo compreso tra i 50 e i 70 mila euro.

Il pulmino da spiaggia e il tocco anni 70

La seconda vince la palma dell’originalità, ed è un esemplare unico su base 1100 T2, normalmente utilizzata per veicoli commerciali leggeri, come furgoni e minibus. Ha un tetto fisso a baldacchino e può ospitare fino a otto persone, grazie a due sedili anteriori e una sorta di salottino posteriore con due panchette con sedute singole, una rivolta contro marcia e l’altra di forma ricurva. Come da cliché, i sedili sono di vimini e non mancano dettagli ispirati al mondo dello yachting, dalla carrozzeria bicolore azzurro e bianco, alle cromature e alle finiture di corda. Il prezzo è impegnativo: secondo gli esperti della Casa d’Aste, può toccare i 180 mila euro. L’ultima è una creazione del 1974 – fuori tempo massimo rispetto alla stagione delle “Spiaggine” e in piena epoca di dune buggy – che sfrutta il telaio di una Fiat 127 per dare vita ad una rara vettura per il tempo libero. Rara perché la Carrozzeria Francis Lombardi cessò la sua attività poco dopo l'avvio della produzione dei modelli Holiday e questo esemplare, restaurato nel 2014, è uno degli ultimi. Perfetta per chi vuole distinguersi sul lungomare, sfoggiando un inusuale look anni 70, è stata stimata fra i 35 e i 55 mila euro.

Ha un motore da sportiva

Per finire, una Fiat Campagnola del 1983 allestita per la Parigi Dakar, con il motore Lancia-Abarth della 037 Stradale (2 litri, compressore volumetrico e 205 CV). Iscritta da Roberto Collomb e Michela Torreano Collomb all’edizione del 1986 e del 1987, è stata restaurata nel 2024 (guarnizioni del motore, filtri, cinghia di distribuzione, sistema frenante, radiatore) ed è proposta a cifre normalmente irraggiungibili per l’amatissimo fuoristrada italiano. Si parte infatti da un minimo di 135 mila, per arrivare a un massimo di 185 mila euro.

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