Monaco Historique, il passato corre veloce
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28/04/2026 | di Cesare Sasso
Monaco Historique, il passato corre veloce
Un fine settimana di gare per celebrare le tante decadi della Formula 1, dagli albori del campionato iridato alle soglie dell’era moderna
28/04/2026 | di Cesare Sasso

La quindicesima edizione del Grand Prix de Monaco Historique si è tenuta lo scorso fine settimana con oltre duecento vetture, otto categorie diverse e quasi sessant'anni di Formula 1 e sport prototipi, tutti insieme sullo stesso asfalto del Principato monegasco. La novità tecnica più attesa di questa edizione è stata la neonata Serie G, che per la prima volta ha aperto la griglia di partenza alle F1 turbo del periodo 1981–1985 grazie a una modifica al regolamento FIA. Macchine con erogazioni che ancora oggi mettono a disagio, in un contesto che ne esalta ogni dettaglio — il suono, la spinta, l'odore acre dei gas di scarico rimbalzati sui guardrail tra i palazzi.

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Tra parate e gare agguerrite

Il sabato ha avuto il suo momento più evocativo fuori dalle qualifiche. Il Principe Alberto II ha infatti percorso in parata il più celebre tracciato cittadino del circus iridato a bordo di una Bugatti Type 41 insieme a Christophe Piochon, presidente di Bugatti Automobiles, con al volante il capo officina del Museo Schlumpf di Mulhouse. Poco prima, Jacky Ickx aveva guidato una parata di sole Ferrari attraverso le stesse curve. Sul fronte della corsa invece Stuart Hall ha dominato le qualifiche con una prestazione da manuale: tre pole position nelle Serie B, E e G con Lotus 21, McLaren M23 e March 821. Sette costruttori diversi in pole nelle otto serie: la fotografia perfetta delle tante facce della Formula 1.

Adrenalina e colpi di scena

Nonostante il clima da rievocazione nessuno si è risparmiato in pista, regalando anche qualche colpo di scena. Come il pilota Richard Bradley, che sembrava avviato alla vittoria con la Maserati 4CL, salvo poi dover dare forfait all'ultima curva dell'ultimo giro regalando la vittoria di classe a Patrick Blakeney-Edwards su Frazer-Nash, incredulo. Poco dopo, paddock e tribune si sono trovati a trattenere il fiato per Jean Alesi: due giorni di lavoro per rimettere in pista la Ferrari 312 del 1969 ex Chris Amon dopo una rovinosa uscita di pista il venerdì, ma il motore ha deciso di tacere definitivamente a dieci minuti dalla griglia di partenza della gara. La vittoria di quella classe è andata a Michael Lyons su Surtees TS9, il primo di due successi di giornata — il secondo in Serie F con la Hesketh 308E.

Domenica bagnata

Con l’arrivo della pioggia nel pomeriggio della domenica la battaglia per i piloti si è fatta complicata. Alla curva della Rascasse si è perso il conto delle uscite di pista nella Serie E, che stava girando proprio quando l’asfalto si è improvvisamente bagnato; Stuart Hall con la McLaren M23 ha gestito il caos meglio di tutti vincendo sotto bandiera gialla e chiudendo il weekend in bellezza imponendosi anche nella Serie G con la March 821. Due vittorie per lui, due per Lyons: sono i nomi che il Principato consegna a questa edizione come mattatori.

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