Fondazione Bricherasio, più di 100 storiche in mostra
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28/05/2026 | di Antonio Aimar
Fondazione Bricherasio, più di 100 storiche in mostra
Oltre all’arte automobilistica, l’evento sul lago di Viverone, in Piemonte, ha celebrato anche i 70 anni di Quattroruote
28/05/2026 | di Antonio Aimar

Nel parco della Fondazione Emanuele Cacherano di Bricherasio, sulle colline affacciate al lago di Viverone, tra Biella e Torino, l’automobile è tornata per un giorno a essere molto più di un semplice mezzo di trasporto. Quello del 24 maggio di certo non era soltanto un raduno, ma una celebrazione della memoria motoristica italiana in tutte le sue sfaccettature: meccanica, design, editoria, illustrazione e costume, tutti riuniti nello stesso luogo, nel nome di uno dei pionieri dell’automobilismo nazionale che fu un padre fondatore della FIAT nel 1899.

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Tra classiche e youngtimer

L’evento, organizzato dalla Fondazione Bricherasio e dal suo presidente Maurizio Aiassa insieme al Club Ruote Storiche in Canavese - affiancato dai club federati ASI CA.ME.VA di Aosta e A.M.S.A.P. di Biella - ha raccolto insieme oltre 100 vetture di epoche differenti, trasformando il giardino storico della Fondazione in un percorso attraverso decenni di evoluzione automobilistica. Dalle vetture antecedenti al 1956 alle sportive più recenti, fino alle youngtimer ormai entrate nel radar di una nuova generazione di appassionati, il colpo d’occhio era quello di un’automobile rimasta a suo modo sempre affascinante nonostante lo scorrere del tempo.

Il compleanno di Quattroruote

Del resto, non è casuale la scelta del 1956 come "spartiacque simbolico" per una parte dell’esposizione: proprio quest’anno, infatti, ricorrono i settant’anni dalla nascita di Quattroruote, media partner della manifestazione insieme a Ruoteclassiche. Una presenza celebrata anche attraverso alcuni diorami dedicati alla storia dell’automobile, raccontata sulla carta stampata, con atmosfere che richiamavano le storiche prove su strada pubblicate dal mensile nei decenni del boom economico.

Un’Italia che non esiste più

Fra gli elementi più curiosi dell’esposizione, spiccava il “mezzo edicola” - su base FIAT 1100 TN degli anni 60, con motore a gasolio - appartenente alla collezione di Maurizio Ruffino, circondato da alcune vetture storiche provenienti direttamente dalla sua raccolta privata. Per l'occasione, attorniato da una serie di numeri originali di Quattroruote fra gli anni 50 e 80. Un veicolo decisamente anticonvenzionale, che per molti aspetti racconta quell’epoca così peculiare in maniera quasi impareggiabile. Un periodo fatto di carta stampata, di edicole (anche itineranti), province, in altre parole una sorta di “quotidianità lenta”. Un mezzo che non esiste più e che, a ben pensarci, sarebbe surreale vedere ancora per le strade come normalità, anziché come rievocazione.

Il racconto del design

Ma il vero cuore culturale dell’evento era forse nelle sale interne della Fondazione, dove le automobili dialogavano con il loro stesso "processo creativo". Da una parte le opere e le illustrazioni di Mario Saroldi, dedicate al mondo dei centri stile e ai disegni realizzati per anticipare sulle riviste le forme delle vetture future - un metodo lavorativo che profuma di altri tempi, oggi sempre più lontani e forse anche per questo così affascinanti. Dall’altra parte, invece, le tele di Giovanni Rossazza, capaci di trasformare dettagli di carrozzerie e riflessi cromati in pittura. Due linguaggi differenti, accomunati dalla stessa idea: raccontare l’automobile non come oggetto statico, ma come fenomeno culturale e creativo.

Il valore culturale del patrimonio motoristico italiano

In un momento storico in cui il mondo dell’auto cambia rapidamente forme e contenuti, eventi come quello ospitato dalla Fondazione Bricherasio ricordano come il patrimonio motoristico italiano non sia fatto soltanto di motori e carrozzerie. Dentro quelle linee, quei bozzetti e quelle cromature, continua a sopravvivere la storia dell’immaginario industriale, artistico e sociale del nostro Paese.

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