Ritrovamenti
11 January 2020 | di Fulvio Zucco

A caccia di Lamborghini: il ritrovamento di una Lamborghini Urraco P200

Esplorando autorimesse, garage e capannoni può capitare di imbattersi in qualche auto storica, più o meno “dimenticata”. A volte, però, sono veri e propri colpi di fortuna come nel caso di questa Lamborghini Urraco P200.

Luca Uboldi, nostro fedele lettore, è riuscito ormai da tre anni a trasformare la sua passione per le automobili, storiche e moderne, ma sempre particolari, in una vera e propria attività lavorativa. Come tutti gli operatori di questo settore, è sempre in caccia di qualche pezzo meritevole di entrare a far parte del proprio parco auto (e moto, nel caso di Luca). Spesso sono le macchine di una persona anziana che ha smesso di guidare e che sono state conservate con ogni cura, altre volte sono mezzi abbandonati, magari in attesa di un restauro che non arriva mai.

La più piccola del Toro. Luca ha la sede della sua attività a Magenta, per cui le sue ricerche spesso battono il territorio lombardo, ed è proprio qui che circa due anni fa ha rinvenuto una vera mosca bianca, e non solo per il colore della vernice. Confinata in una rimessa, dopo che le era stato smontato il motore, si trovava niente meno che una Lamborghini Urraco P200, rarità assoluta. Costruita fra il 1974 e il 1979 solo per il mercato italiano, a causa dell’Iva raddoppiata che penalizzava le auto oltre i due litri, la Lamborghini Urraco P200 non era altro che una Urraco con il V8 ridotto a 1994 cc per 182 CV di potenza. Tanti per un due litri, ma non abbastanza per una sportiva con il marchio del Toro. Ciò fece sì che, come le analoghe Dino 208 GT4 e Maserati Merak 2000, non incontrasse un grande favore del pubblico. Gli esemplari prodotti, pertanto, furono appena 66.

Un lungo inseguimento. La nostra Lamborghini Urraco aveva ancora le sue targhe di Milano, per cui è stato possibile risalire alle generalità dell’ultimo intestatario. Rintracciarlo, però, non è stata un’impresa da poco: ci sono voluti quasi due anni e un’infinita pazienza, ma alla fine Luca Uboldi è riuscito a far sua la berlinetta di Sant’Agata Bolognese. La P200 si trovava in quella rimessa più o meno da trent’anni, coperta di polvere e dalle cianfrusaglie più disparate, ma il lungo riposo al coperto le ha impedito di arrugginire e fortunatamente non ha riportato ammaccature. Anche l’interno, una volta ripulito, si presenta abbastanza bene: completo di tutto, ha solo qualche scucitura del rivestimento dei sedili.

L’otto cilindri dov’è? Anche la carrozzeria, lavata e lucidata, appare in buono stato. Piuttosto, chissà perché, il V8 era stato separato dal corpo vettura. Fortunatamente, però, non era andato disperso e potrà tornare a far ruggire la Lamborghini Urraco P200. Luca non ha una chiara idea di quali siano le sue condizioni, ma provvederà logicamente a riportarlo in efficienza prima di rimontarlo nella sua sede. Per ora la macchina si trova nelle condizioni in cui è stata recuperata, pulizia generale a parte, ma presto inizieranno i lavori di ripristino e rimontaggio.

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