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11 settembre 2018 | di Dario Tonani

A Palazzo Pitti fino a domenica le foto d’autore dell’Archivio Locchi

Rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 16 settembre, a Palazzo Pitti, la mostra fotografica "The Elegance of Speed", suggestiva rassegna sulla storia dell'automobile a Firenze e in Toscana attraverso gli scatti inediti dell'Archivio Foto Locchi.

Trent'anni in 90 scatti. Novanta istantanee, raccolte grazie alla volontà di Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, che “raccontano” le gare più belle della Toscana, ma anche i concorsi d’eleganza di Boboli, il coraggio, il fascino femminile, il rombo assordante dei motori e l’odore pungente della benzina, lo stridio delle gomme esasperate in curva e l’affermarsi della moda italiana fra il 1934 e il 1965.

La vita dall'obiettivo. Uno spaccato di storia, cultura, società e sport strutturato in tre sezioni tematiche. La prima, dedicata alle corse, che mixa velocità e paesaggio, in luoghi storici del motorismo sportivo: il Circuito del Mugello, la Coppa della Consuma, il Circuito della Cascine, quello di Firenze, la Firenzie-Fiesole e il rettilineo Firenze-Mare, teatro privilegiato di record mondiali durante leggendarie gare di velocità (nel giugno 1935 Tazio Nuvolari, per esempio, sull’Alfa Romeo bimotore preparata da Enzo Ferrari, superò i 300 km/h sul chilometro lanciato).

La velocità e i suoi protagonisti. La seconda sezione si sofferma sugli uomini innamorati della velocità: in mostra alcuni cimeli come caschi e tute di piloti dell’epoca (Tazio Nuvolari, Giannino Marzotto, il principe Bira, Felice Trossi, Maria Teresa de Filippis), insieme con un bolide in miniatura che Ferrari preparò per il figlio Piero nelle Officine di Maranello. Il terzo percorso tematico è dedicato alle carrozzerie e ai concorsi d’eleganza che in terra toscana ne omaggiavano le linee, diventando anche eventi mondani che avevano lo scopo di presentare ai possibili clienti le novità delle Case auto.

La mostra è diretta da Alessandra Griffo e curata da Alessandro Bruni, Erika Ghilardi e Matteo Parigi Bini.

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