Esaltare il connubio tra arte e motori: è questo lo scopo di una mostra sulle BMW Art Car ospitata all'edizione 2026 di Rétromobile, Per il suo 50° anniversario il celebre salone francese di auto e moto d'epoca raduna per la prima volta a Parigi la collezione di sette modelli d'autore che hanno partecipato a una delle gare endurance più affascinanti e massacranti, la 24 Ore di Le Mans. Parigi accoglie, infatti, la tappa francese della BMW Art Car Colletion, il tour mondiale di queste vetture che, per celebrare anch'essa il mezzo secolo dal primo esemplare, si è trasformato in un museo itinerante, con 45 tappe organizzate in oltre 30 stati e più di due milioni di visitatori.
Genesi del progetto
Il fenomeno delle art car nasce quasi per caso nel 1975. L'intuizione fu del banditore d'asta e pilota francese Hervé Poulain al quale venne l'idea singolare di far dipingere la carrozzeria di una vettura da corsa a un pittore di fama internazionale. Alla ricerca di un costruttore che aderisse e finanziasse l'iniziativa fu in principio contattata Renault, che però rifiutò. Dopo aver contattato Jean Todt, l'ex presidente della Fia presentò Poulain a Jochen Neerspach, allora direttore di BMW M, che aderì con entusiasmo al progetto. Venne così chiamato l'artista americano Alexander Calder al quale fu affidato il compito di esibirsi su una BMW 3.0 CSL. Il risultato fu sorprendente, decorata con i tre colori primari, rosso, giallo e blu, fu una vera opera d'arte, la prima di una serie di modelli d'autore che ha cambiato il modo di concepire e interpretare le auto. A Rétromobile, in un’esposizione scenografica allestita nel Pavillon 7.2, gli appassionati potranno osservare da vicino queste creazioni, nate dal dialogo fra velocità e creatività, sport e cultura contemporanea.
Le sette sorelle
La rassegna riunisce le sette BMW Art Car che hanno corso a Le Mans: dalla prima pioneristica 3.0 CSL realizzata da Calder , simbolo della genesi del progetto, alla sorella 3.0 CSL da 750 CV avvolta da carta millimetrata a opera dell'americano Frank Stella nel 1976, dalla 320i Turbo adornata l'anno successivo da Roy Lichtenstein con spruzzate di giallo limone, punti blu scuro e bolle verdi che evocano dinamicità e movimento alla M1 dipinta a mano libera da Andy Warhol nel 1978. Solo nel 1999 la quinta BMW Art Car apparve a Le Mans: l'artista americana Jenny Holzer inventò sei brevi frasi, stampate in blu su diverse parti della carrozzeria bianca del prototipo V12 LMR. Nel 2010 Jeff Koons decorò una M3 GT2 con colori vivaci che convergevano verso il muso della vettura, dando un'impressione di velocità. La più recente è dell'artista statunitense di origini etiopi Julie Mehretu, che nel 2024 ha disegnato la livrea di una M Hybrid V8 con colori e motivi gioiosi ispirandosi a uno dei suoi dipinti. Ogni vettura racconta un capitolo di questa storia unica, un mosaico di linguaggi artistici applicati alla performance automobilistica.
Garage da leggenda
La scenografia della mostra è pensata per evocare l’atmosfera di un garage leggendario, dove ogni automobile rappresenta una scultura in movimento. La combinazione di luci, spazi e accostamenti contribuisce a creare un’esperienza immersiva che racconta la storia delle Art Cars non soltanto come fenomeno estetico e sportivo, ma come un'opera d'arte dinamica, simbolo di un’unione inedita tra design e velocità. Sette modelli, ciascuno con una storia propria, un'intenzione artistica distinta e sorti differenti nella rispettiva partecipazione alle varie Le Mans. I biglietti d’ingresso per Rétromobile (fino all'1 febbraio), validi per un singolo giorno, costano 22 euro se acquistati online e 25 euro alla cassa, con riduzioni per giovani e gratuità per bambini sotto i 12 anni. Sono previste tariffe speciali per gruppi e club ed è disponibile un pass per tutti e cinque i giorni di fiera che costa 150 euro
