A Villa d’Este svelata la prima Countach - Ruoteclassiche
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01 October 2021 | di Fulvio Zucco

A Villa d’Este svelata la prima Countach

Iscritta al celebre concorso di eleganza nella categoria Concept, debutta la LP 500, ricostruzione del primo prototipo della supercar di Sant’Agata esposto al Salone di Ginevra del 1971. Lamborghini Polo Storico ha impiegato oltre 25.000 ore di lavoro per portare a termine il lavoro commissionato da un importante collezionista.

Stephan Winkelmann, Ceo di Automobili Lamborghini, afferma che “La Countach è diventata un’icona in termini di linguaggio stilistico che, ancora oggi, dopo decenni, ispira le Lamborghini contemporanee”. Quale occasione migliore delle celebrazioni del 50° anniversario del modello per riportare in vita il primo embrione di quest’auto cult? Il prototipo originale, infatti, non esiste più da molto tempo, sacrificato nel 1974 nei crash test per l’omologazione, sebbene fosse solo visivamente simile alla vettura che poi sarebbe stata prodotta. Sì, perché oltre al motore di 5 litri, poi ridotto a 4, aveva una struttura scatolata del tutto differente dal telaio tubolare poi montato in serie.

L’idea della ricostruzione si fa strada nel 2017, ma servono mesi per recuperare tutti i disegni e il materiale conservato negli archivi dell’azienda, indispensabili per procedere correttamente. Molto importanti anche le memorie di alcuni dipendenti allora presenti in fabbrica, come pure l’apporto della Fondazione Pirelli che ha ricostruito le gomme secondo le specifiche originali conservate nel proprio archivio.

Il primo passo è stato il telaio, per il quale si sono seguite le tecniche in uso al tempo. I vari componenti meccanici sono stati ripresi da ricambi originali nuovi o da pezzi appositamente restaurati; nei casi in cui non è stato possibile fare altrimenti, si è provveduto alla ricostruzione ex novo. La carrozzeria è stata interamente battuta a mano e gli interni sono opera di abili artigiani della selleria.

La strumentazione luminosa caratteristica proprio della LP 500, con i suoi elementi diagnostici, è stata fedelmente riprodotta. All’epoca era fin troppo avveniristica e pertanto fu subito abbandonata in favore di normali quadranti analogici. Per l’esatta tonalità della verniciatura sono stati fondamentali gli archivi della PPG, dai quali, dopo approfondite ricerche, è emersa la composizione del colore d’origine, denominato Giallo Fly Speciale.

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