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04 luglio 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Addio a Gianni Lancia

Se ne andato in silenzio, così come aveva sempre vissuto, Gianni Lancia, scomparso il 30 giugno a Torino, all'età di 90 anni. Era entrato nell'azienda di famiglia nel 1947, dieci anni dopo la morte del padre Vincenzo, a soli 24 anni, appena uscito dalla facoltà di Ingegneria di Pisa.

Già dal suo ingresso mostra idee molto chiare, che non convincono la vecchia dirigenza, e una decisa volontà di puntare sulle competizioni quali vetrina per aumentare la visibilità del marchio. Nonostante le enormi risorse investite nella categoria Sport e nella Formula 1, i risultati non sono all'altezza delle aspettative. La morte di Alberto Ascari, top driver della Casa di Chivasso, avvenuta il 26 maggio del '55 (mentre provava la Ferrari dell'amico Eugenio Castellotti) getta nello sconforto Gianni Lancia, inducendolo ad abbandonare definitivamente il mondo delle corse. Il 26 luglio, le sei "D50" della Scuderia Lancia vegono "ritirate" dalla Ferrari..

Gianni decide di abbandonare le corse ed è costretto ad affrontare gli oppositori interni, che appoggiano l'arrivo di una nuova proprietà: il gruppo Pesenti, con cui Lancia si era indebitata per la costruzione della sede torinese. Giampiero Pesenti pone, però, come condizione che Gianni esca dall'azienda e mano a mano fa piazza pulita anche degli altri membri della famiglia (le sorelle Anna Maria ed Eleonora).

Gianni si ritira così in Brasile, che diverrà la sua seconda patria, per poi stabilirsi in Costa Azzurra e scomparire dalle cronache industriali italiane, rifiutandosi sempre di rilasciare dichiarazioni sul suo passato in Lancia. Ora riposa nel cimitero di Fobello (VC), luogo d'origine della famiglia, accanto al padre Vincenzo.

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