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11 November 2020 | di Laura Ferriccioli

Al Mauto l’Alfa Romeo 8C 2300 telaio n.1 appartenuta alla Scuderia Ferrari

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino espone ancora per qualche mese in via eccezionale l'Alfa Romeo 8C 2300 telaio n. 1 appartenuta alla Scuderia Ferrari storica.

L'alfa Romeo 8C 2300 chassis 2111001 è un inizio e al tempo stesso segna una conclusione. Un inizio perché è stata la prima 8C 2300 costruita dal Portello, ovvero è il telaio numero 1, e una fine perché è l'auto dell'ultima vittoria di Enzo Ferrari come pilota. L'esemplare, di eccezionale valore storico, proviene dal Museo dei Trasporti di Lucerna, che lo restaurerà in collaborazione con la Lopresto Collection.

Anche Nivola al volante. Prima ancora di appartenere alla Scuderia del Cavallino, questo esemplare è stato guidato con buona probabilità da Nuvolari alla Mille Miglia nell'aprile 1931 – fermato da un incidente. È tornato poi a gareggiare a giugno di quell'anno, alla Bobbio-Penice, con Enzo Ferrari che ha conquistato, appunto, la sua ultima vittoria. A questo punto appare immatricolato con targa MO 5111, intestata alla Scuderia Ferrari. Due settimane dopo eccola correre alla Pontedecimo-Giovi con Borzacchini, terzo assoluto, e poi alla Susa-Moncenisio con Marinoni, alle Tre Provincie con Borzacchini e alla Targa Puglia.

Spider Zagato. Affiancato alla 6C 1750 per la Mille Miglia e la Targa Florio, il modello è esposto ai saloni di Parigi e Londra, e la produzione prosegue fino al 1934 con 190 esemplari costruiti in tre serie, carrozzati in prevalenza da Touring e Zagato (dati Lopresto Collection). La prima vettura costruita, alla fine del 1930, è una Spider Zagato, che nel novembre 1931 viene venduta a Enrico Antomazzi di Milano (targa: MI 2852). Antomazzi, che è stato uno dei primissimi clienti privati di una 8C Alfa Romeo, l'ha utilizzata come vettura privata, senza prendere parte a competizioni.

In arrivo dalla Svizzera. Nel corso degli anni Trenta la 8C viene modificata con la sostituzione dei parafanghi. Fino al 1937 rimane nella famiglia Antomazzi, poi passa nella mani di Edoardo Teagno, commerciante di Torino. Nella città sabauda la carrozzeria originale Zagato viene sostituita con una moderna carrozzeria Spider attribuita a Bertone, con disegno probabilmente ad opera di Mario Revelli di Beaumont. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la 8C 2300 telaio 001 viene venduta in Svizzera, dove passa diversi proprietari prima di essere acquistata negli anni Sessanta a Vaud da Charly Jaques di L’Auberson. È stato quest'ultimo proprietario a donare in seguito l’auto al Museo dei Trasporti di Lucerna, dove è stata privata della carrozzeria – che è conservata tuttora nei magazzini del museo – ed esposta come telaio nudo.

Restauro ad opera della Lopresto Collection. Alla fine degli anni Ottanta il telaio viene sottoposto a un restauro estetico e di nuovo messo in esposizione a Lucerna. L'idea di valorizzarlo facendolo conoscere anche in Italia attraverso l'esposizione al Mauto e di ricostruirne prossimamente la carrozzeria Zagato d'origine – insieme al museo elvetico – è stata dell'architetto Corrado Lopresto, appassionato di veicoli storici made in Italy e collezionista di prototipi e numero uno. L'auto sarà così riportata alla configurazione originale con cui corse nel 1931. Non solo: anche la carrozzeria spider di Bertone, di fine anni Trenta, verrà studiata, restaurata ed esposta insieme alla 8C a testimonianza della sua ricca storia.

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